euro4-300x200Non è facile dipanare l’intreccio perverso degli effetti dell’unione monetaria europea e della crisi internazionale. Di sicuro il combinato disposto (e il numero di chi sostiene che i due fattori non siano affatto slegati si ingrossa giorno dopo giorno) ha fatto precipitare il nostro Paese nella recessione più violenta dal Dopoguerra ad oggi. Al di là delle valutazioni sui presunti benefici arrivati con l’introduzione dell’euro o, viceversa, sui vincoli troppo severi che hanno affossato ancora di più la nostra già debole economia, il bilancio che emerge dai numeri è abbastanza eloquente: dal 2000 ad oggi il Paese si è impoverito. E non di poco.

Gli ultimi dati dell’Istat relativi al 2012 parlano di un crollo verticale del reddito disponibile, ovvero dei soldi che restano nelle tasche di una famiglia dopo aver pagato tasse e contributi. Ebbene, il valore l’anno scorso è diminuito del 2,1%, con un calo nell’ultimo trimestre del 3,2% rispetto al quarto trimestre del 2011. E i soldi sono ancora meno quando servono per comprare qualcosa. Tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto dei nuclei familiari è sceso addirittura del 4,8%,con una diminuzione nel quarto trimestre del 2012 del 5,4% rispetto all’anno precedente.

Nell’articolo di Sandro Iacometti  su Libero in edicola oggi 6 Giugno si spiega proprio com,e ol nostro potere d’acquisto si è ridotto dell’otto per cento che equivale a una retribuzione in meno ogni dodici mese e vegono analizzati tutti i dati sul calo dei redditi a disposizione degli italiani dal 2000 ad oggi

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