ansa - allegri - BEPPE GRILLO INTERVIENE A PARMAPretendono trasparenza, ma sguazzano nell’opacità. Sono tanti i quesiti ai quali il Movimento 5 Stelle non ha mai voluto rispondere e molti riguardano l’ambigua contabilità di questo strano soggetto politico aperto a tutti ma, in realtà, di proprietà privata.

Le entrate del merchandising, le donazioni in contanti o su conti correnti e carte ricaricabili intestate a privati, i proventi del blog. Ma non solo. C’è un fiume di soldi, invisibile, non tracciato e non regolamentato. È questo il più grosso scheletro nell’armadio del M5S. E sono queste le domande che rivolgiamo a Grillo, portavoce di una forza politica che rappresenta più di otto milioni di italiani.

1 Perché il M5S non ha organismi di controllo né revisori dei conti?
Il Movimento 5 Stelle è un’anomalia. Nel regolamento interno, cioè il Non statuto, non sono previsti tesoriere o gestori di fondi né strutture di controllo o segreterie. Mentre nello Statuto ufficiale, registrato il 18 dicembre del 2012, l’unico amministratore dei beni e della gestione economica del Movimento è il presidente: Beppe Grillo. Risulta molto strano che un movimento che fa della trasparenza la sua bandiera non abbia nessuna forma di controllo interno dei conti.

2 Perché nel rendiconto ufficiale viene citata la spesa del palco del comizio finale a Roma e non si parla delle altre cento tappe dello Tsunami tour? Con quali soldi sono state pagate?
Per la sua campagna elettorale Grillo ha attraversato tutto il Paese, dal Friuli alla Sicilia. Ma nelle spese ufficiali pubblicate sul blog appare solo il conto del maxipalco del comizio di chiusura in piazza San Giovanni, mentre delle spese delle altre città non c’è evidenza.

3 Perché nel rendiconto dello Tsunami tour non c’è traccia dei soldi spesi e incassati a livello locale attraverso i vari canali possibili?
Le associazioni che si richiamano al M5S e i gruppi locali pentastellati sono migliaia. Tuttavia, nel rendiconto pubblicato da Grillo, non vengono nemmeno menzionati. Mancano le spese effettuate e le entrate raccolte nei vari comuni. C’è solo una voce intitolata «Spostamenti camper» che potrebbe inglobare tutto ciò, ma l’oscurità e la mancanza di chiarezza restano.

4 Dove vanno a finire i soldi delle vendite dei gadget? Perché non vengono rendicontati?
Un cappellino, una maglietta, un libro. Tutto col marchio del M5S. Nei vari banchetti presenti nelle piazze, gli attivisti grillini vendono questo e altro. Ma nel rendiconto di Grillo non c’è evidenza di questo. Non ci sono fatture né scontrini. La vendita dei gadget non risulta. 

5 Dove vanno a finire le donazioni effettuate in contanti?
I soldi vengono raccolti anche attraverso donazioni «fisiche» ai banchetti o nelle riunioni dei vari gruppi locali del Movimento. Ma le rendicontazioni pubblicate online, quando sono presenti, sono incomplete, poco aggiornate e autocertificate.

6 Il Non Statuto dice che è possibile raccogliere fondi solo attraverso il blog, ma in realtà da anni e soprattutto per le campagne elettorali locali è possibile versare denaro su conti privati. Come mai?
Lo statuto ufficiale non prevede cariche e organizzazioni locali e il Non statuto non contempla in alcun modo che si possano raccogliere fondi per conto del Movimento 5 Stelle, se non attraverso il blog ufficiale. Dunque è lecito pensare che i fondi raccolti, sia prima che dopo la registrazione dello statuto, risultino fuori da ogni tracciabilità.

7 Perché i conti Paypal, Postepay e bancari sono intestati a privati e non al M5S?
A un simpatizzante grillino che vuole sostenere i pentastellati locali viene chiesto di effettuare versamenti a conti che spesso sono intestati a privati e non sono in nessun modo riferibili al M5S. Un esempio? Se si vuol sostenere il Movimento 5 Stelle di Verona, i soldi donati vanno a un conto intestato all’Associazione Grilli Verona.

8 Come fa Grillo a garantire sull’origine e la destinazione dei soldi e su eventuali distrazioni di denaro?
A esclusione delle donazioni raccolte direttamente dal blog, tutte le altre entrate intestate a privati o ad associazioni rappresentano una sorta di «fondo nero» a disposizione del M5S. La stessa opacità vale per le uscite, perché le fatturazioni sono sempre intestate a soggetti diversi dal Movimento.

9 Perché non sono tracciati gli introiti del blog di Beppe Grillo e non c’è differenziazione tra quelli che finiscono al M5S e quelli che vanno alla Casaleggio Associati (gestore del blog)?
Come ha segnalato recentemente anche Report, nell’ultimo bilancio della società di Gianroberto Casaleggio non si parla dei guadagni derivanti dal sito dell’ex comico tramite le inserzioni pubblicitarie. E su questo punto Grillo e il suo sodale si sono sempre trincerati dietro a un no comment.

10 Perché non c’è una contabilità delle entrate derivanti dalle inserzioni pubblicitarie del blog?
Il blog, essendo l’unico organo ufficiale del movimento politico rappresentato in Parlamento, si può equiparare a un «giornale di partito» che però per legge deve redigere un bilancio e tenere una contabilità che evidenzi la tracciabilità delle entrate derivanti dalle inserzioni pubblicitarie. Contabilità e tracciabilità che invece restano ignote.

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