stefanogabbana-domenicodolce“Fate schifo”. Con queste parole, scritte su Twitter, Stefano Gabbana si è scagliato contro il Comune di Milano.

A mandare su tutte le furie uno dei due fondatori dello storico marchio Dolce&Gabbana sono state le frasi dell’assessore comunale alle Attività produttive, Franco D’Alfonso, riportate dal Giornale.  “Qualora stilisti come Dolce e Gabbana dovessero avanzare richieste per spazi comunali, il Comune dovrebbe chiudere le porte, la moda è un’eccellenza nel mondo ma non abbiamo bisogno di farci rappresentare da evasori fiscali”, ha dichiarato D’Alfonso.

Che poi ha rettificato, spiegando che la sua era una frase “non contenuta in un’intervista ma estrapolata da una conversazione informale che non esprimeva certo l’opinione dell’Amministrazione. Da parte mia c’è l’assoluto rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza fino ad una sentenza definitiva. Auspico quindi che nel procedimento in corso Dolce e Gabbana chiariscano la loro posizione“.

Nonostante la precisazione, è scoppiata la polemica. “La politica della Giunta Pisapia nei confronti del comparto moda è irresponsabile e costituisce un attacco inaccettabile a uno dei settori trainanti della nostra economia e della nostra immagine nel mondo“, ha tuonato l’ex governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni“Non è la prima volta che D’Alfonso parla a vanvera”, ha dichiarato De Corato, ricordando “la trovata del gelato vietato dopo mezzanotte che mise in imbarazzo tutta la Giunta“.

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