riciclo (1)Sono quattro i comuni umbri a rientrare nella classifica della XX edizione dei Comuni Ricicloni: Giano dell’Umbria, Torgiano, Fratta Todina e Montecastello Vibio. La consegna dei premi, avvenuta a Roma, ha interessato il 16 per cento dei comuni italiani, pari al 13 per cento della popolazione nazionale, con il primato di Ponte della Alpi (8.508 abitanti), in provincia di Belluno.

Legambiente commenta il quadro umbro in termini negativi, perché nella classifica entrano “solo” quattro comuni (“il 4,32% sul totale contro il 19,51% di quelli marchigiani e il 7,32% di quelli toscani”) e “tutti piccoli”. In particolare nessun comune capoluogo (come del resto nel Centro Italia) rientra nella classifica e altrettanto vale per quelli oltre i 10mila abitanti. Spicca Giano dell’Umbria – ricapitola l’associazione – al 18° posto della classifica dei comuni del centro al di sotto dei 10mila abitanti con un indice di buona gestione pari a 59,56 e una raccolta differenziata del 70,1%”. Segue Torgiano al 33° posto con un indice di buona gestione di 55,01 e una raccolta differenziata del 73,7%. Al 43° posto si piazza Fratta Todina con un indice di buona gestione di 50,76 e una raccolta differenziata del 68,1% e Montecastello Vibio al 52° con un indice di buona gestione a 47,65 e un raccolta differenziata al 67,4%.

Alla cerimonia a Roma era comunque presente anche il Comune di Perugia, rappresentato dall’assessore all’Ambiente, Lorena Pesaresi, per una menzione speciale relativa alla raccolta differenziata, “attivata con modalità mirate per corrispondere alle caratteristiche e alle esigenze delle diverse aree del territorio comunale, a partire dal centro storico”, come ricorda l’ente locale. “Oggi – ha ricordato la Pesaresi – il livello di differenziata nel centro storico supera il 65%, mentre in tutte le zone in cui è attiva la raccolta porta a porta si supera l’80%. Sull’intero territorio comunale siamo, ad oggi, al 59% di media annuale. Un traguardo ancora più notevole se si pensa che stiamo parlando di una grande città, con un territorio esteso e di non facile gestione. Il risultato dunque va oltre il semplice dato numerico, e per questo il nostro lavoro ha avuto un importante riconoscimento”.

Il presidente di Legambiente Umbria, Alessandra Paciotto, trae una conclusione alla luce del quadro complessivo: “Ancora una volta emerge che l’Umbria stenta a raggiungere risultati eccellenti”. Perché? Ecco la diagnosi: “Conosciamo con chiarezza i punti dolenti della gestione dei rifiuti in Umbria su cui occorre concentrarsi: le città più grandi e ampie zone della regione, come Spoleto, Foligno e la Valnerina, ma anche il Ternano e l’Orvietano, dove ancora il peso delle discariche e i volumi della raccolta indifferenziata tengono l’Umbria lontana dall’essere una regione virtuosa. Dobbiamo spingere per ridurre i rifiuti prodotti – continua la Paciotto – passare al porta a porta spinto su tutto il territorio regionale a cominciare dalla frazione organica, che non può più essere stradale e comprendere i pannolini, come avviene invece a Perugia (unica città d’Italia ad adottare questa modalità); bisogna anche dire stop ai termovalorizzatori vecchi e nuovi, costruire e rendere più efficienti gli impianti di riciclaggio, a partire da quelli per l’organico come i digestori anaerobici, e diffondere tutte quelle politiche organizzative articolate e flessibili che danno al settore capacità di sviluppo e di adeguamento rapido e indolore alle nuove tecniche e a nuovi stili di vita”. E le buone prassi, oltre a vantaggi in termini ambientali, dovrebbero riflettersi anche sui bilanci delle famiglie “se la nuova tassa sui rifiuti, come stiamo proponendo in un appello lanciato proprio in questi giorni, fosse modulata per premiare chi fa buona raccolta differenziata”.

Corriere dell’ Umbria

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