accise_benzina-212x300MILANO – Arriva l’estate e arrivano, più puntuali del caldo che quest’anno si fa attendere, i rincari sul prezzo della benzina. Le associazioni dei consumatori protestano: attribuire la colpa degli aumenti alle turbolenze in Egitto è una scusa che non regge.

I prezzi. Secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia e Staffetta Quotidiana, riportate da Francesca Basso sul Corriere della Sera, la benzina verde ha toccato gli 1,852 euro al litro, con record di 1,865 euro. Il diesel è arrivato fino a 1,749 euro. Le medie nazionali sono di 1,827 per la verde e 1,729 per il diesel, con aumenti registrati anche nelle cosiddette pompe “no logo”:

“La tendenza non sembra quella di un calo in tempi brevi. Insomma, per l’esodo (anche se causa crisi le stime dicono che sarà contenuto) gli italiani spenderanno in carburante con molta probabilità più di un mese fa. Inizialmente era stata tirata in ballo la «crisi egiziana» e l’incertezza internazionale che hanno spinto in alto il brent (sopra quota 100 dollari dal 3 luglio).

Ieri, invece, il prezzo del petrolio è tornato ainuovi massimi da 14 mesi, dopo il deciso calo delle riserve americane. Solo stasera il ministero dello Sviluppo, che monitora i prezzi e lo «stacco» (cioè la differenza ) con quelli praticati in Europa, oltre al rapporto tra il prezzo internazionale del greggio e quello interno, avrà l’andamento della settimana. Ma i consumatori sono già sul piede di guerra: «Non esiste alcun “effetto Egitto” sui prezzi dei carburanti — ha denunciato il Codacons — e i rialzi dei listini di benzina e gasolio registrati negli ultimi giorni in Italia sono del tutto ingiustificati».

L’Associazione dei consumatori osserva che «i carburanti venduti oggi (ieri, ndr ) presso i distributori italiani sono stati acquistati mesi fadalle compagnie petrolifere, quando cioè non esisteva alcuna agitazione politica e sociale in Egitto che potesse avere ripercussioni sulle quotazioni del petrolio». Ma le compagnie fanno presente che il prezzo è determinato dal mercato al momento della vendita e dipende da diversi fattori, non solo da quando sono state acquistate le scorte.

Per il Codacons «è evidente come la situazione egiziana non possa in alcun modo far sentire oggi i suoi effetti sui listini della benzina in Italia, perché i prodotti venduti sono stati acquistati a prezzi inferiori nei mesi precedenti alla crisi del Paese, e qualsiasi rincaro alla pompa rischia di configurare una speculazione a danno degli automobilisti». Per questo l’Associazione ha «inviato un esposto alle Procure della Repubblica di Roma e Milano, che già indagano sulle speculazioni legate ai carburanti, e all’Antitrust»”.

BlitzQuotidiano

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.