idemIl nucleo familiare di Josefa Idem possiede cinque abitazioni e due terreni, anche se non è chiaro a quasi nessuno in quale di queste abitino. Alla ex campionessa, ora senatrice del Pd e ministra del governo di Enrico Letta, sono intestate in tutto due abitazioni. La prima è intestata al 100% alla Idem ed è un appartamento accatastato A/2 a Ravenna allo stesso indirizzo della ormai famosa palestra (via Carraia Bezzi 104), con una consistenza di 11,5 vani e una rendita catastale di 1.306,64 euro. Inserendo le caratteristiche di quella palestra come fosse una semplice seconda abitazione (è ancora accatastata così) nella banca dati del comune di Ravenna, la Idem avrebbe dovuto versare entro il 17 giugno scorso una prima rata Imu di 1.163 euro. L’aliquota al momento è la stessa del 2012, ma la banca dati non calcola anche la seconda rata (più o meno uguale alla prima) perché in teoria quell’aliquota potrebbe ancora essere aumentata o ridotta. La Idem ha detto : «Io ho una casa di proprietà e una assieme a mio marito. Ho pagato 1.200 euro di Imu». Per una casa e mezza in un anno dunque avrebbe pagato di Imu la stessa cifra che avrebbe dovuto pagare solo per la prima rata dell’abitazione in gran segreto trasformata in palestra. Ma le case e i terreni in famiglia sono più di quelli dichiarati dal ministro. Oltre alla palestra c’è in effetti un appartamento A3 diviso a metà con il coniuge Guglielmo Guerrini, in viale Piccarda a Ravenna. Acquistato nel maggio 2004 ha 4 vani e una rendita catastale di 392,51 euro. I due coniugi risultano usufruttuari anche di un terzo appartamento, sempre categoria A3, in viale Lungomare a Marina di Ravenna. È più piccolo – ha 3,5 vani –  e la nuda proprietà è divisa fra i due figli Janek (classe 1995) e Jonas (classe 2003). L’appartamento è stato acquistato il 13 febbraio 2012 dalla locale Euroimmobiliare costruzioni srl di Matteo Raggi. È una casa di nuova costruzione, realizzata con materiali all’avanguardia con interni tutti in vetro e legno.

Articolo completo di Franco Bechis su Libero Quotidiano del 21 Giugno

I tecnici degli uffici del Comune di Ravenna, dove l’ex olimpionica tedesca vive ormai da anni, hanno compiuto un sopralluogo l’11 giugno scorso segnalando una serie di irregolarità dell’edificio di carraia Bezzi 104 dove la Idem risultava residente fino al 4 febbraio scorso. «Al piano terra – fanno notare i tecnici – i locali indicati come “sala attrezzi”, “taverna soggiorno”, “studio” e servizi igienici con relativo spogliatoio sono tutti al servizio della palestra denominata Ja Jo Gym». Palestra che,a giudicare dalle foto di Google Street è attiva almeno dal 2008. Anno in cui, secondo i registri del Comune di Ravenna, quell’edificio doveva invece essere solo l’abitazione del ministro delle Pari Opportunità, Sport e Gioventù del governo Letta.

 

La palestra, fanno notare i tecnici, sembrerebbe data in gestione a una società sportiva dilettantistica. Anche se l’intera unità immobiliare risulta in realtà abitazione. Altre irregolarità sono state rilevate sul retro, in corrispondenza di una tettoia: si tratta di condizionatori e macchinari per il trattamento dell’aria che non risultano ufficialmente. «Per i titoli rilasciati e ovviamente per quanto sopra riportato – concludono i tecnici – non risulta presentata la prescritta richiesta di conformità edilizia e agibilità».

Un guaio che il ministro e il marito allenatore Guglielmo Guerrini potranno sicuramente risolvere presentando un’istanza di sanatoria (istanza già annunciata ai tecnici comunali).

 

Ma se l’aspetto edilizio può essere sanato, è quello politico che in questo momento mette sotto pressione il ministro e il governo. La Lega ha depositato una mozione di sfiducia individuale contro il ministro. Oggi il neocapogruppo in Senato del Movimento 5 Stelle, Nicola Morra, ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo che il ministro chiarisca le vicende relative al pagamento dell’Ici e alla doppia residenza del ministro e del marito negli anni precedenti. La titolare del dicastero dello Sport ha dichiarato di «non voler commentare la vicenda» ma ha anche nominato un proprio legale, l’avvocato romano Luca Di Raimondo, perché gestisca l’intera, spinosa vicenda.

La Stampa

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