slot (2)Il gioco non risente della crisi. Nei primi sei mesi del 2013 in Umbria gli incassi delle new slot ammontano a oltre 200 milioni e a 165 milioni e passa quelli delle videolotterie.
Dati preoccupanti emersi martedì mattina durante l’audizione della Commissione cultura del Comune di Perugia con il comandante provinciale della Guardia di finanza Tuzi e il dottor Lecci della sezione perugina dell’Agenzia della dogana. Il titolo dell’ordine del giorno era più che esplicativo: “Dipendenza da gioco d’azzardo”.

Tutto ciò che concerne il gioco nel nostro Paese è sottoposto alla gestione dei Monopoli di Stato. I controlli invece sono affidati alla finanza. Il comandante Tuzi ha riferito che l’attività delle fiamme gialle si indirizza su due modalità principali: quella d’iniziativa, espletata tramite indagini proprie, e quella di routine, esercitata in collaborazione con le altre forze dell’ordine e tesa ai cosiddetti controlli sulle attività.

La prima è svolta in un costante collegamento con l’Agenzia della dogana ed ha permesso di sanzionare molteplici attività di frode, tutte collegate alla fiscalità. Gli interventi di routine, invece, riguardano per lo più violazioni connesse ai minori o di carattere formale.

Facendo un resoconto dell’attività svolta sul territorio della Provincia di Perugia, il colonnello ha riferito che i dati emersi non sono allarmanti e che l’andamento delle frodi è di carattere normale. Non appare, altresì, molto elevato il rischio di riciclaggio del denaro sporco nel settore dei giochi.

Tuzi ha riconosciuto, tuttavia, che esiste un problema socio-sanitario connesso al cosiddetto gioco compulsivo (o ludopatia); però questo è un settore che solo in parte rientra nelle competenze della finanza (individuazione dell’identità del giocatore e della provenienza del denaro utilizzato).

Corriere dell’ Umbria

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