lettaRoma – Il taglio dell’Imu arriva in Consiglio dei ministri, probabilmente giovedì. Sul tavolo ci sarà una bozza di decreto per sospendere la rata di giugno sulla prima casa.

Sulla copertura finanziaria il governo sembra ottimista, anche dal fronte Pd: «Sono 2 miliardi di euro – spiega il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato -, non è molto, il bilancio dello Stato è 800 miliardi.

C’è un lavoro per recuperarli, l’impegno che ha preso Letta è che la rata di giugno non si paga». Il Pdl spinge per l’abolizione senza distinzioni di reddito (Brunetta: «L’Imu va eliminata come abbiamo fatto con l’Ici nel 2008»), mentre Pd e M5S pensano ad un’esenzione entro una soglia massima attorno ai 500 euro, ma nei progetti del centrodestra c’è anche la restituzione dei soldi versati nel 2012. «Sarebbe un atto riparatore da parte dello Stato – dice Silvio Berlusconi al Tg4 -, una riappacificazione dello Stato con i cittadini, il segno che lo Stato riconosce di aver sbagliato e rende una tassa ingiusta e dannosa». I problemi da risolvere sono due. Dove prendere i 2-3 miliardi da impiegare nell’operazione Imu, e come compensare i Comuni che hanno già messo a bilancio i soldi previsti per giugno.

Sulle coperture non si esclude l’intervento della Cassa depositi e prestiti, già impegnata però sul fronte spinoso dei crediti da rimborsare alle aziende fornitrici della Pubblica amministrazione. E i Comuni, già stritolati dal patto di stabilità e dai debiti, come faranno senza la rata Imu? Il governo rassicura i sindaci italiani: «Le preoccupazioni sono giustificate, ma assicuriamo la compensazione sull’Imu – dice a TgCom24 il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta -. Capire da dove verranno prese le risorse è il problema di questi giorni, ma è fuori discussione che questa compensazione arriverà». Un’altra ipotesi è arrivata dal presidente lombardo Roberto Maroni, che ha proposto di coprire, come Regione Lombardia, il mancato introito dei Comuni, ma a condizione che il governo dia garanzie sul finanziamento dell’operazione.
La soluzione più accreditata è che la tassa sugli immobili finisca dentro una manovra, valutata in 5-6 miliardi complessivi, per coprire l’abolizione Imu, evitare l’aumento dell’Iva di un punto percentuale programmata per luglio e finanziare la Cig in deroga. In particolare si toglierebbe il carico Imu rimodulando le tasse comunali come la Tares, magari «impacchettandole» in una nuova imposta complessiva, una sorta di «service tax», ancora da definire. Nonostante l’accelerazione che porterà il nodo Imu al Cdm già entro la settimana, la strada è complicata da ostacoli tecnici. Alla Camera e al Senato mancano le Commissioni competenti in materia. E anche nei ministeri non sono stati ancora nominati i nuovi capi di gabinetto e i nuovi uffici legislativi.
La maggioranza per un taglio dell’Imu c’è, perché oltre a Pdl e Lega, favorevoli all’abolizione, anche i grillini hanno in programma la cancellazione dell’odiosa tassa sulla casa. Ma a certe condizioni. «Il M5S tendenzialmente dice sì al decreto sulla sospensione dell’Imu a giugno – spiega il capogruppo Crimi -, ma deve essere non un sì orizzontale, altrimenti favoriremmo chi ha casa e redditi elevati. Invece deve essere garantito a soglie di reddito basse, con un limite». Anche il Pd pensa a una rimodulazione delle aliquote e non all’abrogazione dell’Imu. Su questo punto però il Pdl non sembra disposto a passi indietro. «La fiducia del Pdl al governo è legata all’abrogazione dell’Imu», dice Berlusconi: «È così, ma non per puntiglio: è cosa buona e giusta non pagare l’Imu a giugno».

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