antonelli2PERUGIA E’ stata effettuata questa mattina l’autopsia sul corpo di Andrea Antonelli, il motociclista umbro morto domenica a Mosca durante la gara di Supersport. La salma del 25enne potrebbe tornare in Italia anche martedì, anche se è più probabile mercoledì. Dalla data del rientro dipenderà, quindi, quella dei funerali che si svolgeranno nella terra umbra per dare l’ultimo saluto a quel ragazzo solare tanto amato e stimato da tutti.

VIDEO – Le drammatiche immagini dell’incidente

Il padre è tornato a casa Oggi, intanto, è tornato a casa papà Arnaldo, atterrato in mattinata a Roma insieme agli ingegneri del team del motociclista. Dalle parole strazianti del padre emerge tutta la passione di Andrea. “Non potevi dirgli di non fare quello che faceva – spiega Arnaldo Antonelli appena tornato da Mosca – perché lui era così convinto, così preso e convinto che poteva arrivare in Superbike. Il mio rammarico – aggiunge il papà tra le lacrime – è che non ce l’ho potuto portare. In un mondo fatto di sogni lui si meritava di più”.

Un’attesa interminabile Al momento dell’incidente il padre di Andrea era lì, a bordo pista. Ha visto il suo ragazzo a terra e poi travolto da un’altra moto. La speranza che si potesse salvare non lo ha mai abbandonato, anche se il sospetto che fosse accaduto qualcosa di molto grave lo ha sconvolto sin dall’inizio. “Sono arrivato che pioveva – racconta -, ho visto mentre lo portavano via con la barella al centro medico. E’ stato interminabile. Accendevano l’elicottero – continua papà Arnaldo tra le lacrime -. Non sapevo se sperare che lo portassero via. Poi ho visto un giornalista di Mediaset che piangeva e allora ho capito che mi nascondevano qualcosa. Secondo me era già morto”.

L’affetto di familiari e amici Ad attendere il signor Arnaldo a Macchie di Castiglione del Lago oltre alla moglie Rossella e al figlio Luca di 18 anni, c’erano anche tanti familiari e amici di Andrea ancora sconvolti dal dolore. L’affetto è incontenibile. Gli amici si stanno dando da fare per varie iniziative di solidarietà alla famiglia. Iniziative per non abbandonare un grande amico. Per ricordarlo nei suoi momenti migliori. Per salutarlo per sempre. Come si può vedere nelle immagini gli striscioni di commemorazione e le foto del campione aumentano a vista d’occhio sulle mura della sua abitazione. E ora non resta che aspettare il giorno dei funerali per dare l’addio al giovane re della pista

Corriere dell’ Umbria

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