BOLIVIA-EU-US-SECURITY-INTELLIGENCE-MORALES-PROTESTIl nostro paese ha partecipato al blocco dell’aereo del presidente boliviano Morales e ha rifiutato asilo a Edward Snowden tenendo un profilo bassissimo, ma ora dovrà affrontare le decisioni di Europa e Sudamerica, che da quanto successo hanno tratto serie conseguenze.

QUELLA PICCOLA QUESTIONE DELLO SPIONAGGIO AMERICANO – Nel corso di un incontro allo scopo di stabilire modalità e scopi di un’inchiesta sullo spionaggio da parte di NSA, i membri del comitato per le libertà civili del Parlamento Europeo hanno deciso d’invitare le autorità statunitensi, esperti della privacy e della sorveglianza, autorità per la protezione dei dati e i rappresentanti dei parlamenti degli stati membri. Parteciperanno a una serie di 12 incontri da tenersi entro la fine dell’anno. Incontri che dovrebbero permettere alla commissione parlamentare di farsi un’idea delle dimensioni dello scandalo portato alla luce dall’azione di Edward Snowden e poi confermato anche da fonti più che autorevoli. Il parlamentare Jan Albrech ha pubblicato una lista di persone che chiede d’invitare e tra queste ci sono Snowden, Greenwald, e anche homas Drake e William Binney due “wistleblower” più stagionati, ma ampiamente perseguitati. Per parte sua Sophie In ‘t Veld, vice presidente del comitato per le libertà civili, ha confermato di voler invitare il generale americano Alexander. i risultati dell’inchiesta finiranno in un rapporto che sarà la base sulla quale il parlamento analizzerà i rapporti tra Stati Uniti ed Europa alla luce delle ultime sconvolgenti novità.

DA NOI NON INTERESSA – Nel nostro paese non c’è un solo politico che cavalchi la questione, ma nemmeno s’accalca chi ne discute o prova ad attirare l’attenzione su un tema tanto delicato. Se si pensa a quanto hanno infuriato le polemiche per qualche intercettazione disposta dalla magistratura, appare evidentemente strano il silenzio all’emergere che le comunicazioni, anche telefoniche, di milioni di cittadini italiani sono state intercettate e registrate da chissà quale agenzia americana. Le comunicazioni dei cittadini comuni, ma soprattutto quelle di politici, funzionari e imprenditori, lo hanno ammesso gli stessi ufficiali che questo tipo di spionaggio serve loro per essere un passo avanti agli altri paesi. Negli Stati Uniti lo scandalo è lo spionaggio degli americani, che spiino noi o i tedeschi più dei russi o dei cinesi non importa proprio.

IL DIROTTAMEnTO PIRATA DI UN PRESIDENTE – In Germania importa tantissimo e il datagate sta scuotendo la politica tedesca, da noI non vola una foglia. E non vola una foglia nemmeno sul seguito del dirottamento dell’aereo del presidente Morales il 2 luglio, quando Spagna, Francia, Portogallo e Italia chiusero i loro cieli costringendo il presidente boliviano ad atterrare a Vienna e a restarci fino a che qualcuno non ha controllato che a bordo ci fosse Edward Snowden. Morales infatti proveniva da Mosca e, non si sa chi e nessuno ha spiegato come, a un certo punto qualcuno ha creduto probabile che Snowden fosse a bordo e i 4+1 paesi europei hanno agito di concerto per bloccarlo. Che non si sia trattato di un malinteso e che l’azione fosse diretta coscientemente contro l’aereo del presidente boliviano non ci sono dubbi, quando è atterrato a Vienna sono stati evidenti gli sforzi dell’ambasciatore spagnolo in loco, che ha chiesto a Morales d’invitarlo a prendere un caffè a bordo e infine delle autorità austriache, che hanno convinto Morales ad  acconsentire a un controllo. in mancanza il quale all’aereo del presidente è stato impedito il decollo.

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UNA FIGURACCIA TERRIFICANTE – Snowden era invece ovviamente rimasto a Mosca, e già questo basterebbe a pretendere la testa di chi ha organizzato la partecipazione a questo orrore sull’imbeccata sbagliata di non si sa chi. Come non si sa chi abbia dato gli ordini e chi si sia assunto una tale responsabilità. Su questo punto è pero chiaro che si cerca di nascondere le responsabilità anche a costo d’offendere a morte il presidente boliviano, i suoi colleghi sudamericani, i sudamericani tutti e anche la legalità internazionale. Una mossa stupida e non perché a bordo Snowden non c’era o perché adesso Bonino e il governo ci dovrebbero spiegare cosa impedirà ai paesi sudamericani (e non solo) di bloccare l’aereo presidenziale italiano o un qualsiasi aereo protetto dall’immunità diplomatica sulla base di analoghi pretesti non verificati. Una mossa stupida alla quale stiamo assommando una reazione ipocrita e vigliacca, se sarà invece confermata la responsabilità del nostro paese, peraltro certificata fin da subito dalle massime autorità boliviane, che non si vede proprio che interesse avrebbero avuto ad accusare Roma innocente, di colpevoli ne avevano già in abbondanza sotto mano. Non è facile comunque avere il polso dell’azione italiana, il Mae tace e dopo la dichiarazione iniziale di Bonino sulla vicenda è calato il blackout, rinforzato da un identico oscuramento da parte della stampa nazionale, nessuno dei maggiori quotidiani gli ha dedicato spazio in prima pagina, molti non hanno nemmeno riportato la notizia delle polemiche. Notevole e istruttivo, qualunque lezione ci sia da apprendere, un caso di rilevanza internazionale completamente occultato agli occhi degli italiani.

L’EVIDENZA – E per questo il governo dovrebbe spiegare perché ha continuato a negare una qualsiasi azione volontaria nella vicenda, quando invece è evidente l’esistenza di un’azione coordinata ai massimi livelli e decisamente volontaria quanto cosciente. Tutte le autorità coinvolte sapevano trattarsi del FAB001 di Morales e chi ha partecipato l’ha fatto con lo scopo più che certo di bloccare Snowden.

CI HANNO PROVATO – Tutti e quattro i paesi europei coinvolti, accusati dallo stesso Morales che aveva ricevuto i loro dinieghi, hanno inizialmente provato a negare qualsiasi impedimento, c’è stato chi a chiamato in causa un malinteso e chi gli automatismi nelle procedure d’autorizzazione e i paesi sudamericani si sono arrabbiati moltissimo. Non solo l’Argentina della presidenta Cristina, che ha twittato fin da subito in diretta tutto il suo oltraggio per l’offesa al collega, ma anche i governi di Brasile, Uruguay, Ecuador, Venezuela e ovviamente Bolivia hanno convenuto il richiamo degli ambasciatori dai paesi coinvolti fino a che non forniranno scuse e spiegazioni convincenti e un uno meglio precisato risarcimento del danno provocato a Morales costringerlo a una permanenza forzata di 13 ore a Vienna.

GLI AMBASCIATORI SE NE SONO ANDATI DA ROMA – Gli ambasciatori in Italia di questi paesi attualmente non sono più in Italia, mentre la settimana scorsa i nostri ambasciatori in quei paesi sono stati convocati per chiedere spiegazioni e notificare loro le misure prese nell’ambito della riunione del Mercosur, quella durante la quale i capi di stato sudamericani hanno deciso questa prima serie di misure contro il clamoroso e per di più ingiustificato abuso ai danni delle prerogative di Morales.

STIAMO SULLE NOSTRE POSIZIONI – Da quello che si è capito dalle interviste dei nostri ambasciatori a Montevideo e Caracas, l’Italia continua a dire che non ne sapeva niente e che non ha fatto niente e ha fornito spiegazioni “tecniche” per dimostrarlo. Similmente il Portogallo, scosso da una grave crisi di governo e poso sensibile per ora agli stimoli esterni. Francia e Spagna invece si sono scusate, la Spagna in particolare ha deplorato esplicitamente il comportamento del suo ambasciatore a Vienna, mentre nelle ultime ore il presidente francese Hollande ha telefonato personalmente a Morales presentando le sue scuse. Una brutta figura, in particolare per la Spagna di Rajoy, che mentre la sua diplomazia negava ogni coinvolgimento, se le rivendicava con l’orgoglio di chi ha poco da perdere perché ormai sente il peso della dimostrazione della corruzione sua e del suo partito che si fa insostenibile, al punto di mandare proditoriamente all’attacco allo scoperto il suo ambasciatore a Vienna e offendere ancora di più Morales, che aveva la pretesa che la sua parola di presidente fosse creduta, ingenuo.

UNA RABBIA CHE NON CALERA’ DA SOLA – I governi sudamericani hanno detto che valuteranno le risposte e la stessa cancelleria boliviana per ora tace, ma le scuse di Francia e Spagna alla fine sono spuntate andando oltre le formule di rito, mentre Italia e Portogallo persistono in un atteggiamento già ritenuto offensivo dalle loro controparti. I paesi sudamericani hanno infatti deciso di affrontare insieme una questione che vedono come un’offesa arrogante ai governi del continente da parte degli ex colonialisti, ma soprattutto che riconoscono come una grave violazione della legalità internazionale. Per questo è già deciso che presenteranno un esposto all’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU e che protesteranno insieme in tutte le sedi utili, sempre in attesa di decidere quali “altre” misure adottare nel caso di risposte insoddisfacenti. L’ipotesi che prima o poi il paese s’accorga dell’ira dei sudamericani montata all’insaputa di tutti, si fa sempre più palpabile, non rimane davvero che sperare nell’improbabile, che Bonino abbia riferito il vero o che in alternativa i governi sudamericani abbiano pietà di noi e si accontentino delle scuse più soddisfacenti degli altri paesi europei.

Giornalettismo

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