ilva_tarantoROMA – Sarà Enrico Bondi il commissario straordinario chiamato a risanare l’Ilva per i prossimi 36 mesi. Lo ha confermato il ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio, lasciando palazzo Chigi. “Stanno definendo gli ultimi dettagli” del decreto, ha spiegato il ministro.

Il decreto sull’Ilva è stato firmato dal Capo dello Stato e sarà pubblicato stasera sulla gazzetta ufficiale. Lo rendono noto fonti di governo. Il provvedimento è quindi in vigore.

Un’eventuale chiusura dell’Ilva di Taranto “avrebbe un impatto economico negativo per 8 miliardi di euro annui”. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, alla Camera. Tuttavia, ha aggiunto spiegando i motivi che hanno portato alla decisione di procedere con un commissario a tempo, “gli investimenti pur realizzati in questi anni non sono stati sufficienti a riequilibrare il rapporto tra produzione, salute e ambiente”, visto che “molte disposizioni totalmente o parzialmente disattese dall’azienda”.

FEDERACCIAI, SCELTA SBAGLIATA, RISCHIO DISASTRO – Il commissariamento dell’Ilva è “sbagliato e sproporzionato” “perché per risolvere un problema di enorme complessità, rischia di fare un disastro”. Così Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, secondo il quale si “crea un pericolosissimo precedente” per “tutta la media e grande impresa nazionale”.

“La norma – spiega Gozzi – crea un pericolosissimo precedente perché vale per tutti i siti di interesse nazionale, che fino a oggi sono tutte le fabbriche con più di 200 addetti, vale a dire tutta la media e grande impresa nazionale. Ognuna di queste fabbriche da oggi rischia di essere commissariata non per decisione di un giudice, ma soltanto per contestazioni di violazione di norme ambientali effettuata da un Pm ‘inaudita altera parte’. “Le previsioni contenute nella legge 231 – prosegue Gozzi in particolare relative all’Aia e alla gestione della stessa da parte del ministero, vengono abrogate, rimettendo di fatto nuovamente nelle mani dei Pm le decisioni relative a far funzionare o meno una fabbrica industriale”. “Mi auguro – conclude il presidente di Federacciai – che il Governo e il Parlamento si rendano conto del rischio al quale il decreto emanato espone il nostro sistema industriale e, pur nell’urgente necessità di risolvere il problema dell’Ilva, vogliano affrontare la questione con il necessario e doveroso equilibrio istituzionale e senza una così palese violazione dei diritti della libera impresa”.

P.GRIFFI, OK DL, CONTINUITA’ E RISANAMENTO AMBIENTE – “Con questo dl il governo ha inteso far fronte a una situazione di grave emergenza assicurando la continuità aziendale e il risanamento ambientale”. Così Filippo Patroni Griffi, sull’Ilva.”La messa a punto tecnica ha richiesta del tempo in più”, ha aggiunto il sottosegretario.

ZANONATO, SE CHIUDESSE SAREBBE BOTTA ENORME – “Se venisse meno l’Ilva sarebbe una botta enorme per economia italiana e avrebbe effetti devastanti dal punto di vista occupazionale”. Lo ha detto, il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato illustrando il decreto sull’Ilva.

ZANONATO, TUTTE RISORSE A CARICO DELL’AZIENDA – “Tutte le risorse economiche sono a carico dell’impresa”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, presentando il decreto del governo sull’Ilva.

Ansa.it

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