gdf 2TERNI Un milione e mezzo di redditi non dichiarati, 245mila euro di Iva evasa, false fatture per oltre 500mila euro. E’ quanto emerso da un controllo della finanza di Terni che ha denunciato quattro persone. Tra queste, l’amministratore di una società a responsabilità limitata che, secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, si sarebbe servito di false fatture per detrarre costi inesistenti dai redditi derivanti dalla vendita di presidi sanitari connessi, in particolare, a patologie respiratorie. Ultimate le verifiche, i finanzieri hanno richiesto alla procura il sequestro per equivalente sui beni immobili e mobili del titolare, fra i quali una barca dal valore di circa 100mila euro e un’auto di grossa cilindrata.

Il presunto meccanismo Dagli accertamenti è proprio l’amministratore a emergere come elemento centrale del meccanismo che coinvolgeva tre ditte intestate a un cinquantenne e alla madre e alla moglie di quest’ultimo. Tali aziende avrebbero emesso fatture – centinaia – per opere di facchinaggio mai realizzate per conto della srl.

Merce spostata ma operai ignari Un mare di ore di lavoro fatturate per lo spostamento di migliaia di bombole d’ossigeno, da una parte all’altra del magazzino, ma che gli stessi operai, sentiti dai finanzieri, non hanno ricordato di avere mai eseguito; lo stesso titolare della ditta individuale – ricostruiscono ancora le fiamme gialle – a fine accertamento ha dovuto ammettere la stessa cosa.

La strana coincidenza La finanza ha anche notato che le fatture sono state emesse in genere verso la fine di ogni mese e sospetta che tale coincidenza non sia casuale ma legata alle liquidazioni periodiche dell’Iva. Liquidazioni che sarebbero state “quantificate ad hoc per ottenerne un immediato, quanto ingiusto e illecito, beneficio in termini di riduzione dell’imposta a debito”.

Per un anno evasore totale I costi che si presumono fittizi sarebbero stati usati per abbattere l’Iva, le imposte sui redditi e l’Irap negli anni dal 2008 al 2010. Le tre ditte individuali, dal canto loro, non presentavano alcuna dichiarazione o dichiaravano, per alcuni anni, redditi minimi. Ne 2011, inoltre, non risulta dichiarazione da parte della srl, che così è emersa come “evasore totale”.

Corriere dell’ Umbria

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