impreseTERNI Il II trimestre dell’anno si è chiuso con un bilancio positivo tra iscrizioni e cessazioni. Secondo la rilevazione Movimprese diffusa il 16 luglio su base nazionale, (condotta da InfoCamere a partire dai dati del Registro delle imprese) a Terni tra aprile e giugno hanno chiuso 234 imprese, ma 369 attività sono state avviate (saldo positivo per 135 unità). Rispetto al primo trimestre dell’anno si è pertanto rafforzato il tessuto imprenditoriale che da un punto di vista “anagrafico” è cresciuto da 21.861 a 21.995. A chiudere sono state tuttavia dal primo aprile al 30 giugno quasi tre imprese al giorno, includendo anche i sabati e le domeniche, visto che gli sportelli telematici della Camera di Commercio non chiudono praticamente mai. Analizzando l’andamento delle imprese secondo la forma giuridica, emerge come la lieve crescita del totale delle imprese sia dovuta in realtà alla “frenata” registrata dalle ditte individuali. Nel secondo trimestre hanno chiuso i battenti in 189 ma le “nuove nate” sono state 243 (il primo trimestre aveva chiuso con la “scomparsa” di 441 attività). Restano in terreno positivo le società di capitali con 62 iscrizioni e 25 cessazioni e le società di persone con 44 iscrizioni e 17 cessazioni.  Se la scelta di “mettersi in proprio”  può essere un indice di vitalità dunque, è anche certamente una risposta alla crisi e alle difficoltà del mercato occupazionale. La dinamica dei settori fotografa la situazione più difficile per il commercio, in particolare quello al dettaglio che chiude il trimestre con le chiusure superiori (43) alle iscrizioni (33) mentre il comparto nel complesso chiude con un saldo negativo ma meno marcato con 72 iscrizioni e 74 cessazioni. Tiene il settore “alloggio e ristorazione” con un saldo in pareggio tra aperture e chiusure e quello delle costruzioni che dopo le 112 cessazioni del primo trimestre, al 30 giugno registra 38 iscrizioni e 33 cessazioni. Il presidente Enrico Cipiccia spiega che “Sul piano della politica economica, tra le imprese chi sta riuscendo a reagire alla crisi sono quelle che sono state capaci di inserirsi nelle filiere internazionali e sull’export bisognerà continuare a fare affidamento anche per i prossimi anni visto che i consumi interni sono previsti pressoché immobili almeno fino al 2015, ma per muoversi sui mercati esteri ed essere in grado di intercettare una domanda di beni crescenti bisogna avere le spalle grosse. Per questo come Camera di Commercio stiamo cercando, anche con iniziative che partiranno nei prossimi mesi, di lavorare sul sostegno all’internazionalizzazione e alla formazione del capitale umano”.

TerniMagazine

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