via alfonsineTERNI “Colpa non dell’alta velocità, ma dell’asfalto deformato dalle radici degli alberi”. “Se l’impianto a metano della Punto avesse avuto una valvola automatica anziché manuale, la tragedia non sarebbe avvenuta”. Questo il parere di Aniello Di Nitto, consulente della difesa nel processo che vede imputato il ternano Bordi per la morte di tre giovani. Una notte maledetta: quella dell’incidente di via Alfonsine, avvenuto nel luglio del 2010. Bordi era alla guida della Punto, finita fuori controllo e poi in fiamme. Si salvarono lui e l’amico che gli sedeva accanto. Per gli altri tre non ci fu scampo. Se ne tornerà a parlare il 13 giugno.

Corriere dell’ Umbria

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