indesitFABRIANO (ANCONA), – Indesit Company annuncia 1.425 esuberi. Una vera e propria strage di posti di lavoro, che continua nel tempo. Una vera e propria strage soprattutto se si confrontano i numeri degli esuberi con quelli dei dipendenti totali della Indesit: circa 4.300. I licenziamenti quindi sono circa un terzo del totale e si vanno a inserire in una situazione di grande crisi della fabbrica di elettrodomestici della famiglia Merloni di Fabriano (Ancona).

E tutti gli stabilimenti annunciano uno sciopero di 4 ore. Gli sciopero si svolgeranno nei prossimi giorni, con modalità diverse in base a quello che decideranno le assemblee dei lavoratori che si riuniranno da domani.

Si tratta di 25 dirigenti e 150 impiegati di staff; gli altri sono lavoratori nelle fabbriche, così suddivisi: 480 a Fabriano, 230 a Comunanza, 540 a Caserta. Fonti aziendali si limitano a ricordare che nel gruppo è già in atto un periodo di Cig ordinaria, e che l’obiettivo è continuare a ”dialogare con i sindacati per trovare una soluzione socialmente ed economicamente sostenibile, come è nella tradizione dell’azienda”.

La notizia è stata diffusa da fonti sindacali, mentre a Roma è in corso una riunione con le segreterie nazionali di Fiom, Fim e Uilm con il direttore delle risorse umane di Indesit Gianluca Grondona, e il direttore industriale Antonio Gambuzza.

Indesit Company, tra i leader in Europa nella produzione e commercializzazione di grandi elettrodomestici (lavabiancheria, asciugabiancheria, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, cucine, cappe, forni e piani di cottura), ha presentato ai sindacati il piano di salvaguardia e razionalizzazione dell’assetto in Italia: previsti 70 milioni di euro di investimenti, l’efficientamento e snellimento delle direzioni centrali e la razionalizzazione dell’assetto produttivo. La riorganizzazione dell’assetto italiano del Gruppo, che attualmente impiega circa 4.300 addetti coinvolge appunto 1.425 persone nei cui confronti saranno applicati degli ammortizzatori sociali.

Il piano, spiega la società, prevede unarazionalizzazione dell’assetto produttivo e il ruolo cruciale dell’Italia per l’industrializzazione e produzione dei modelli ad alta innovazione e contenuto tecnologico destinati alle fasce medio alte della domanda. La riorganizzazione si rende necessaria come risposta all’attuale scenario competitivo europeo che vede il mercato ancora negativo rispetto ai volumi del 2007 (Europa Occidentale -10% e Italia -25%) e la continua espansione di nuovi produttori provenienti dai Paesi a miglior costo, che operano con una forte aggressività di prezzo e prodotto, con conseguente deterioramento di prezzi e margini e una sovraccapacità produttiva ormai strutturale. Negli ultimi anni, con intensificazione nel 2012 e nel primo semestre del 2013, la situazione di mercato ha fortemente impattato le produzioni italiane di Indesit, con il conseguente ricorso a cassa integrazione ordinaria per gli stabilimenti (25% delle giornate lavorate) e da aprile 2013 anche per gli uffici centrali (20% delle giornate lavorate).

BlitzQuotidiano

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