JekillMusiche originali di Frank Wildhorn – liriche di Leslie Bricusse

Regia e coreografie di Silvia Metelli
Arrangiamenti musicali di Franco Grandoni
Recitazione a cura di Daria Virginia Massi
Scenografie Arch. Cristiano Giustozzi
Costumi Hair & make up, Catia Scarponi

Nel riadattamento operato dalla OLBC, la versione in questione è con testi recitati, tradotti in italiano e brani cantati dal vivo in lingua originale con traduzioni proiettate.

FOTO EVENTO: Augusto Buzzeo e Stefano Pasquini

L’evento fa parte della Rassegna “TEATRO X TEATRO” organizzata dal Teatro Lyrick.

IN BREVE DI COSA NARRA…
La messa in scena fa vivere a teatro il racconto classico di Robert Louis Stevenson, sull’eterna lotta tra bene e male, narrando la battaglia di un uomo con il dualismo che scopre dentro se stesso. E’ la storia di Henry Jekyll, un brillante medico i cui esperimenti danno vita al suo diabolico alter ego Edward Hyde; la ricca e romantica partitura di Wildhorn/Bricusse si combina con l’indimenticabile opera letteraria per creare un musical di portata epica. Il Dottor Jekyll, spinto dalla ferma volontà di aiutare il padre, oramai imprigionato da una malattia mentale che devasta la sua anima, nel corso dei suoi studi sulla psiche umana, riesce, mescolando particolari sostanze chimiche, a mettere a punto una formula in grado di separare le due nature dell’animo umano: quella buona e quella malvagia. La sua personalità si scinde così in due metà speculari che, alternativamente, iniettandosi il composto, prendono possesso del suo corpo, trasfigurandone anche l’aspetto. Non nutrendo alcun sospetto sulle conseguenze cui andrà incontro, vittima della sua stessa creatura, Jekyll cade in una trappola autodistruttiva, fino a identificarsi spontaneamente con Hyde: un essere deforme e capace di ogni misfatto.
Plot tra i più clamorosi della letteratura moderna, entra con forza nel nostro immaginario anche grazie alle numerose trasposizioni cinematografiche che ha ispirato. A più di un secolo dalla pubblicazione (1886) “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde”, stupisce ancora: la lotta impari tra i due opposti mette in gioco temi di grande suggestione – la metamorfosi e il doppio, lo specchio e il sosia – fino a toccare le più segrete e inconfessate corde dell’animo umano. L’opera incarna, più ampiamente, il “Victorian compromise”, il compromesso tra la rispettabilità e la ricchezza dell’alta società vittoriana e la miseria, lo sfruttamento di donne e bambini, la prostituzione e la corruzione dilagante. Due distinte tendenze comportamentali quindi: di giorno Jekyll, stimato dottore e futuro marito della dolce Emma, di notte Hyde, creatura ripugnante, priva di umanità, responsabile di feroci delitti, preda di passioni e desideri sfrenati di cui fa oggetto la sensuale Lucy. L’epilogo non può che essere devastante, la parabola discendente trova il suo compimento nel drammatico finale.
Trama più che mai aderente all’attualità ottocentesca (dove fermenti artistici, nuove scoperte scientifiche, soprattutto in ambito psicoanalitico, sperimentazione di droghe e degrado pubblico fanno da contraltare ad un ambiente puritano, perbenista e fortemente ipocrita e conservatore), ma non priva di richiami all’epoca moderna, dove l’individuo è più che mai alla ricerca di identità.

CS

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