TERNI. La Corte dei conti ha bocciato il piano pluriennale di riequilibrio finanziario presentato dalla giunta Di Girolamo, il cosiddetto predissesto. Poche righe, “non accetta”, arrivate negli uffici di Palazzo Spada nella tarda mattinata di venerdì. Una bocciatura vera, dopo la mezza bocciatura, le critiche sulla reale massa passiva e sulle entrate straordinarie arrivate dai tecnici del ministero dell’Interno. Adesso bisognerà vedere le risposte della giunta, ma i margini di manovra a questo punto sono estremamente risicati. Teoricamente la giunta potrebbe fare ricorso alle sezioni unite della Corte dei conti, ma appare improbabile. Il sindaco Di Girolamo nel suo primo consiglio comunale dopo l’uscita dagli arresti domiciliari in relazione all’Operazione Spada disse che sarebbe rimasto in carica fino all’approvazione del piano di riequilibrio. Ora che il piano di riequilibrio è stato bocciato dalla Corte dei conti si dovrebbe dimettere e tutti attendono il comunicato del sindaco da un momento all’altro. Alle dimissioni subentrerà il commissario prefettizio che condurrà il comune alle elezioni anticipate nella primavera del 2018. Ma per il momento tutto è sospeso e, come si sa, la politica è l’arte del possibile.

art. del corrieredellumbria

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