merkel1-300x181BERLINO – Perché la politica del rigore ha funzionato in Germania ma non nel resto d’Europa? E’ con questa domanda che Berlino starebbe pensando a un cambio di rotta: basta politica dell’austerità. O meglio: basta rigore a tutti i costi, ora la nuova parola d’ordine è “competitività“. Il che coincide, di fatto, con il superamento della “cura Merkel”.

Cura che, 5 anni fa, partiva da un presupposto tutto tedesco: consolidamento dei conti pubblici e riforme strutturali vanno di pari passo. E in Germania i suoi frutti li ha dati questa politica perché la cura sul debito pubblico è stata accompagnata a un taglio delle spese inutili che ha aumentato la competitività e quindi il mercato del lavoro.

Ma dopo la “processione” dei vari capi di governo europei a Berlino (da Rajoy a Hollande passando per lo stesso Letta) la conclusione è altra: gli altri paesi europei si sono limitati ad alzare le tasse, non pagare i fornitori e perdere posti di lavoro. Senza tagliare le spese inutili e gli interessi corporativi.

E’ per questo che la Germania ha leggermente rivisto al sua politica, appoggiando il tempo supplementare di due anni concesso a Francia e Spagna per il rientro dal deficit e lo sblocco dei pagamenti arretrati della P.A. in Italia. Certo, poi resta da colmare l’enorme gap europeo tra la curva dei salari e quella della produttività, ma per questo una ricetta ancora non è stata trovata.

art su blitz

Lascia un commento

Name and email are required. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.