lulicvec9Grazie ad un gol di Lulic al 70′ la Lazio fa suo ilderby con la Roma, conquista la coppa Italia e trova un posto nell’Europa League 2013/2014. L’atto finale della stagione premia dunque i biancocelesti e lascia un cumulo di macerie in casa giallorossa, dove si prepara l’ennesima rivoluzione tecnica in attesa di capire cosa farà Allegri col Milan. Scontri fra tifosi prima della gara e sequestro di varie armi da taglio, ma nessuna situazione particolarmente allarmante.

PRIMO TEMPO SONNIFERO – Espletate le esibizioni di Psy (fischiatissimo) e Malika Ayane, la gara è fin dalle prime battute contratta: ritmi bassi, tanti errori di misura e la paura di perdere che ha il sopravvento sulle velleità di vincere. C’è anche scarsa lucidità, da classica partita di fine stagione a dispetto della posta in palio. La Lazio si fa vedere subito con un piatto destro di Lulic respinto da Lobont su cui Klose sbaglia il tap in, la Roma risponde con una percussione di Bradley che però si allarga troppo al momento della conclusione e calcia poi fuori il diagonale. Solo nel finale di frazione le due vere e limpide occasioni gol: da una parte Lobont respinge miracolosamente l’incornata ravvicinata di Klose, sull’altro fronte, da azione simile, Destro mette appena alto il suo colpo di testa.

DECIDE LULIC –
 Nella ripresa il copione non sembra cambiare, e la gara ha uno scossone a metà frazione quando la stanchezza affiora ancora più evidentemente nelle gambe dei 22 in campo; al 67′ un contropiede laziale vede Klose di pochissimo in ritardo sull’assist di mauri, sul ribaltamento di Fronte Totti (il più lucido dei suoi) chiama all’opera Marchetti, e poco dopo Destro calcia a lato ignorando il capitano liberissimo a pochi metri da lui. Così ne approfitta la Lazio, che al 70′ conclude un’azione prolungata con uno sfondamento a destra di Candreva sul cui cross Lobont valuta male la traiettoria del pallone mettendo fuori tempo Marquinhos e permettendo a Lulic il facile appoggio in rete.Andreazzoli gioca il tutto per tutto con Osvaldo, Tachsidis e Dodò, ma l’unico acuto di risposta dei giallorossi è una rocambolesca punizione di Totti, rimbalzando davanti a Marchetti, finisce per stamparsi sulla traversa.

Prima del triplice fischio c’è spazio per il nervosismo romanista che si concretizza nell’espulsione di Tachsidis, poi solo per la grande festa sotto la curva nord biancoceleste.

art su virgilio

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