strage peatanoLa sera del 31 maggio 1972 una Fiat 500 imbottita di esplosivo fu abbandonata in un bosco vicino a Peteano, in provincia di Gorizia. Una telefonata anonima, che segnalava la presenza di un’autovettura sospetta con due fori di proiettile sul parabrezza, richiamò sul posto una pattuglia dei Carabinieri. Quando i militari aprirono il cofano, l’ordigno esplose, uccidendone tre e ferendone altri due. Si trattò di un agguato premeditato. Per identificarne gli autori, gli inquirenti batterono la “pista rossa” e quella della criminalità comune. Solo nel 1984 la loro attenzione si rivolse alla destra eversiva e, in particolare, a soggetti già militanti nella organizzazione Ordine nuovo. Fu allora che un estremista confessò il fatto e ne indicò i coautori fornendo riscontri alle sue dichiarazioni. I riscontri forniti indussero alla pronuncia di condanne divenute definitive. Sia sentenze che elaborati della Commissione parlamentare sulle stragi adombrano che le originarie inefficienze investigative non sono state casuali.

Antonio Ferraro (1941 – 1972)
Nato a Santa Croce Camerina (RG) il 2 febbraio 1941. Brigadiere dell’Arma dei carabinieri.
Si arruolò nell’Arma nel 1961, conseguendovi la promozione a brigadiere nel 1966. Operò in più reparti territoriali della Regione Friuli Venezia Giulia; dal 1969, era in servizio alla stazione di Gradisca d’Isonzo.

Donato Poveromo (1939 – 1972)
Nato a Campomaggiore (PZ) il 7 agosto 1939. Carabiniere scelto.
Si arruolò nell’Arma nel 1959. Operò in numerosi reparti della Regione Friuli Venezia Giulia; dal 1971, era in servizio presso la tenenza di Tarvisio.

Franco Dongiovanni (1949 – 1972)
Nato a Uggiano La Chiesa (LE) il 3 dicembre 1949. Carabiniere.
Si arruolò nell’Arma nel 1968 e prestò servizio presso la stazione di Cervignano e la tenenza di Gradisca d’Isonzo.

I tre militari dell’Arma sono stati insigniti della medaglia d’argento al valor civile “alla memoria”, il 16 maggio 1973.

Sistema Archivistico Nazionale(SAN) 

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