andrea_antonelliCASTIGLIONE DEL LAGO  Lo hanno “scortato” con una trentina di moto. Dalla camera ardente della chiesa di Macchie al campo sportivo di Sanfatucchio.
Il feretro di Andrea Antonelli, il pilota 25enne morto nel tragico incidente sulla pista di Mosca, è arrivato accompagnato da un mare di gente al campetto per l’ultimo saluto. Un lunghissimo applauso ha accolto la bara, trasportata a spalla fin dentro lo stadio. Subito dietro il padre Arnaldo, la madre Rossella e il fratello Luca.
A celebrare la messa per l’ultimo saluto dell’Umbria al suo campione buono sarà l’arcivescovo emerito di Perugia Giuseppe Chiaretti. Ad accompagnare Andrea nel suo ultimo viaggio ci sono la sua moto da corsa, la sua tuta e il suo casco. La bara del centauro è avvolta nel suo numero di gara, l’otto.

Minuto di silenzio in consiglio provinciale Il Consiglio provinciale di Perugia nella seduta di questo pomeriggio (giovedì 25 luglio), in apertura dei lavori, ha osservato un minuto di silenzio in ricordo del pilota Andrea Antonelli. Quasi in contemporanea, con i funerali ai quali per la Provincia di Perugia, presente anche il Gonfalone dell’ente, partecipa l’assessore provinciale allo sport Roberto Bertini.
“La folla immensa accorsa per seguire la cerimonia funebre – sono le parole del Presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi – composta soprattutto da giovani, testimonia il valore di questo campione, il cui nome, ne siamo certi, andrà aldilà della tragedia del momento che ha gettato nello sconforto una famiglia e un’intera comunità”.
“Se la famiglia lo vorrà – prosegue il presidente – , ci metteremo a disposizione per ricordarlo attraverso iniziative che aldilà del campione celebrano quei valori a cui ormai il suo nome è collegato. Tuttavia in queste ore, per chi è credente come il sottoscritto, non rimane che affidarsi alla fede, la sola che può lenire il grande dolore per la sua scomparsa”.
Vicinanza e profondo affetto alla famiglia di Andrea vengono espressi anche dall’assessore allo sport, Roberto Bertini: “E’ una tragedia che si poteva evitare. Vanno riviste le norme che regolano le competizioni – è il pensiero dell’assessore provinciale – Quando non ci sono le condizioni minime di sicurezza le gare devono essere sospese. Assurdo perdere la vita a soli 25 anni, nel pieno di una carriera, per questa carenza regolamentare”.

Corriere dell’ Umbria

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