Tra le ricorrenze più strane e forse caratteristiche degli ultimi anni c’è quella per cui ogni 8 gennaio, migliaia di tweet e post su Facebook vengono dedicati a tale “Ascanio”. Non è il santo del giorno, ma un tormentone nato e cresciuto su internet, dai versi di una canzone pop iraniana.

 

 

 

Un utente YouTube, esattamente dieci anni fa, ha caricato il brano aggiungendo dei sottotitoli che italianizzavano il testo in modo surreale.

Più di preciso, i social si riempiono di inviti a “lasciar entrare Ascanio”, perché i primi versi nel video – che ha totalizzato a oggi 1,6 milioni di visualizzazioni – suonano appunto come “Ehi lascia entrare Ascanio / dall’otto di gennaio / Perciò limarla è tosta / Esce ma non mi rosica / Esce ma non mi rosica”. Totalmente privi di senso, ma irresistibili per il web italiano. Ascanio, insomma, non nasce come un personaggio, né vero né di fantasia; ma da parola interpretata (volutamente) male, si è trasformato in una mascotte senza volto.

Il brano originale è la canzone d’amore Pariya, di Shahram Shabpareh: la prima strofa, infatti, per chi conosce il persiano, significa “Ehi, più bello tra gli angeli / non rimanere sola nel vicolo / i ragazzi del quartiere sono dei ladri / rubano il mio amore / rubano il mio amore”. Ma l’effetto comico non è legato solo al testo: contribuiscono il sottofondo musicale orientaleggiante e il videoclip di qualità apparentemente “casalinga”. Il gruppo musicale, infatti, non è una boy band patinata, anzi: quattro uomini con la barba e gli occhiali scuri, che suonano, giocano alla cavallina, guardano le passanti e fanno facce buffe.

 

Sono seduto su una sedia di pelle, alla mia scrivania.
La porta è alle mie spalle.
Sento finalmente la presenza di qualcuno. Sorrido.
Giro lentamente sulla mia sedia, intrecciando le dita.
Lo guardo negli occhi. “Ti aspettavo.”
E’ lui. E’ entrato.
Ascanio.

 

Un’altra strofa che è diventata un tormentone fa così: “Giralo là che chiamo Miccoli / Alza l’antenna ho detto Miccoli / Giralo là che chiamo Miccoli / Ma non urlare nei gomitoli!”. E visto il successo di “Esce ma non mi rosica”, al canale YouTube di celestinocamicia se ne sono aggiunti a decine che italianizzano canzoni iraniane, coreane, russe, etc. Un fenomeno simile, diventato virale alcuni anni fa, è stato quello dei video doppiati da Fabio Celenza.

TGCom24

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