precari1-300x161ROMA –”Stop alla Fornero” titola Il Sole 24 Ore in prima pagina ed in effetti tra le misure del governo c’è la seguente: “Passa a 36 mesi il termine, ora fissato a 12 mesi, di durata del rapporto di lavoro a tempo determinato senza causalità”. Vuol dire che l’assunzione di fatto in prova può durare per tre anni, perfino tre anni filati senza interruzione. Un pezzo della Fornero è saltato e, come titola  Il Corriere della Sera e scrive Enrico Marro, ci sono da subito “meno vincoli e meno alibi per le assunzioni”. Meno vincoli e meno alibi soprattutto per le imprese. Se vogliono possono assumere da subito, cade l’argomento del non “caricarsi” di manodopera prima che arrivi una vera ripresa.

Entro fine aprile i decreti attuativi e, nelle buste paga di maggio, le novità annunciate ieri dal premier Matteo Renzi cioè gli euro sonanti. Tra le misure annunciate ce n’è però una che è immediatamente operativa: l’estensione del periodo di prova da tre mesi a tre anni. La prova in questione è quella dei lavoratori assunti a tempo determinato dalle aziende che, sino a ieri, dovevano rispettare dei vincoli che oggi sono stati incredibilmente dilatati. Dilatati in nome della maggiore flessibilità che da tempo chiedono le aziende che sono state così accontentate.

Contenute nel decreto legge varato ieri dal Cdm, le nuove norme rappresentano una vera e propriarivoluzione del mercato del lavoro. Una rivoluzione comprensibilmente oscurata e passata in secondo piano rispetto ai 10 miliardi di tagli all’Irpef e agli sgravi sull’Irap finanziati con l’aumento dell’imposizione fiscale sulle rendite finanziarie, ma pur sempre una rivoluzione.

“Questo risultato – scrive Enrico Marro sul Corriere della Sera – si ottiene con una liberalizzazione senza precedenti dei contratti a termine. Che potranno essere prorogati tutte le volte che l’azienda vorrà e senza la necessità di apporvi la causale, cioè di scrivere perché si richiede una prestazione temporanea. Gli unici limiti da rispettare saranno la durata massima, non più di tre anni complessivamente, e il fatto che ogni azienda non potrà avere più del 20% di lavoratori temporanei”.

Ieri, prima del decreto, le regole stabilivano invece che l’azienda poteva fare un solo ed unico contratto a termine senza causale, e comunque per non più di 12 mesi. D’ora in poi invece le aziende potranno assumere più di un giovane, anche per sol qualche mese, e poi prorogarlo senza nessuna causale sino a tre anni.

Confrontando le situazione pre e post decreto è evidente quanto grande sia la novità. Le aziende non correranno più il rischio di finire impelagate i lunghi e pericolosi per loro contenziosi giudiziari mentre, dall’altra parte, i giovani avranno a disposizione un contratto più “digeribile” per le aziende.

La ratio della novità è chiaramente quella di assecondare la richiesta di maggiore flessibilità che viene proprio dalle aziende cercando così di aggredire la disoccupazione, a livelli record nel nostro Paese. Il decreto è poi accompagnato da un corposo disegno di legge delega che mira a riformare gli ammortizzatori sociali, le forme contrattuali e ad introdurre il compenso orario minimo.

Con la novità introdotta ieri, l’unica immediatamente operativa, il rischio è che si traduca in un nuovo aumento della precarietà.

Novità poi anche sul fronte del contratto di apprendistato per cui si prevede il ricorso alla forma scritta per il solo contratto e patto di prova (e non, come attualmente previsto, anche per il relativo piano formativo individuale). L’eliminazione delle attuali previsioni secondo cui l’assunzione di nuovi apprendisti è necessariamente condizionata alla conferma in servizio di precedenti apprendisti al termine del percorso formativo. La retribuzione dell’apprendista poi, per la parte riferita alle ore di formazione, è pari al 35% della retribuzione del livello contrattuale di inquadramento. Per il datore di lavoro viene eliminato l’obbligo di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica, che diventa un elemento discrezionale.

BlitzQuotidiano

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