++ Letta urges Maroni to close 'shameful chapter' ++La crisi? Colpa dell’evasione, che impedisce al Paese di ripartire. A dirlo è Enrico Letta, in un convegno all’Agenzia delle Entrate.

“Se ci si chiede perché l’Italia è un Paese poco competitivo, rispondo perché l’economia in nero è così quantitativamente importante. Distorce la concorrenza e crea inefficienza”, ha detto il premier, aggiungendo che anche le tasse “sono troppo alte perché non tutti le pagano”.

Tutto falso secondo la Cgia di Mestre: “Se l’Italia registra una pressione tributaria e fiscale tra le più elevate in Europa, questo non è imputabile all’evasione ma ad una spesa pubblica eccessiva, benché la spesa per l’edilizia pubblica, quella per le famiglie bisognose e le misure di sostegno al reddito per coloro che hanno perso il lavoro siano molto contenute”, sostiene il segretario Giuseppe Bortolussi, “È vero che sussiste un problema di giustizia, ma lo Stato italiano, indipendentemente dall’evasione fiscale, di risorse ne dispone in misura maggiore degli altri Paesi: il problema è che non le spende bene, nonostante debba sostenere una spesa molto elevata per gli interessi sul debito pubblico”.

I dati parlano chiaro secondo l’associazione degli artigiani: nel 2012 la pressione tributaria in Italia era pari al 30,2% del Pil (3,7 punti in più della media Ue e ben 6,6 punti in più della Germania), mentre il carico fiscale è salito al 44%. “La politica non deve usare l’alibi dell’evasione fiscale per sostenere che non ci sono i soldi, ad esempio, per lo stato sociale o la sanità”, continua Bortolussi, “Io non ho dubbi: mi annovero tra coloro che pensano che per combattere l’evasione è necessario pagare meno per pagare tutti, anzichè schierarmi tra quelli che sostengono che è indispensabile pagare tutti per pagare meno”.

Nel suo intervento Letta ha comunque assicurato assicura una maggiore attenzione allaspending review, in contrasto con la “faciloneria” con cui vengono usate le risorse pubbliche “senza verificare il rapporto tra le stesse e gli utilizzi, che non possono essere sballati o approvati solo perché c’è qualche lobby che vince alle due del mattino di fronte ad una Commissione stanca”.

Oltre alla lotta all’evasione, il governo ha inoltre altri assi nella manica per recuperare soldi. Letta ha promesso infatti “una lotta senza quartiere per recuperare le risorse ovunque esse siano, in Svizzera o nei paradisi fiscali”. “Lo faremo e lo faremo con forza e determinazione”, ha aggiunto, “Gli italiani che hanno portato i soldi all’estero devono sapere che il clima è cambiato e che conviene anche a loro riportare i soldi in Italia perchè la situazione internazionale non consente più di avere le coperture che hanno avuto finora”.

 

 

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