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ROMA – A processo per una vignetta. Succede al quotidiano Libero e al suo direttore Maurizio Belpietro rinviato a giudizio a Milano per una prima pagina del giornale  Secondo l’accusa la vignetta sarebbe offensiva nei confronti di Napolitano e si configurerebbe, quindi, il reato di vilipendio. Reato che il codice penale, all’articolo 278, prevede e punisce.

Nella vignetta in questione, sotto il titolo “Assedio ai papponi di stato” davanti a una tavola imbandita compaiono Napolitano, l’ex ministro Roberto Calderoli, Pier Luigi Bersani e Gianfranco Fini.

Scrive Belpietro:

Il pm Maurizio Romanelli, della Procura di Milano, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di processarmi per vilipendio al capo dello Stato, reato punito dal codice penale con una pena variabile da uno a cinque anni. Motivo? Una vignetta di qualche tempo fa in cui, a commento degli sprechi nazionali, figuravano una serie di uomini politici che si mangiavano l’Italia e tra questi era riconoscibile Giorgio Napolitano. Da quel che ho capito il magistrato ha ravvisato nella prima pagina di Libero la violazione dell’articolo 278, che tutela l’onore e il prestigio del presidente della Repubblica.

BlitzQuotidiano

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