s.-oprsola-bolognaBOLOGNA Sono ”in costante miglioramento” le condizioni di salute del piccolo Luca di Terni, di 8 anni, sottoposto al trapiantato di cuore donato da Gianluca, il bambino di 7 anni ucciso a Misilmeri, a Palermo, dal padre poliziotto che poi si e’ suicidato. E’ quanto si legge in una nota del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. “La prognosi e’ riservata come sempre per queste tipologie d’interventi. Il decorso post operatorio e’ piu’ che regolare”. La storia di Luca è quella di un bambino di 8 anni, ricoverato da un anno e da otto mesi attaccato a una macchina che pompa artificialmente il suo cuore. Vicino a lui, tutti i giorni, ci sono il gemello Mirko, la mamma Stefania e il papà Ciro. Una piccola ala del reparto di cardiochirurgia pediatrica, al primo piano del padiglione 25, è diventata la loro casa. La sua storia inizia il 14 marzo 2012. «Al bambino è stata diagnosticata una cardiomiopatia dilatativa, una malattia che non fa funzionare bene il muscolo cardiaco», spiega Gaetano Gargiulo, il primario di cardiochirurgia pediatrica. «Abbiamo iniziato a trattarlo con dei farmaci, anche quelli più nuovi, ma alla fine non erano più di alcun aiuto», aggiunge Marco Bonvicini, primario di cardiologia pediatrica. «Fin da subito è stato messo in lista per il trapianto — precisa Gargiulo —, intanto però abbiamo deciso di mettere un cuore artificiale esterno collegato con una cannula ad un ventricolo». Era giugno, da allora Luca è attaccato al Berlin Heart, che si porta dietro con un carrellino. La sua speranza era il trapianto di cuore, era in cima alla lista d’attesa, ma non era facile trovarne uno adatto alla sua grandezza e alla sua età, ora il miracolo, che è legato ad un altro dramma, purtroppo, la morte assurda di un altro bambino in una vicenda di tragedia familiare. A Luca è stato impiantato, domenica notte, il cuore di Gianluca Irrera, di soli 7 anni, ucciso dal padre, Ivan, poliziotto, che poi si è suicidato, con un colpo di pistola, venerdì scorso, a Misilmeri, alle porte di Palermo.  La coraggiosa decisione della mamma Antonella che ha autorizzato l’espianto degli organi ha ridato la speranza al piccolo Luca e alla sua famiglia che ora può sperare di tornare ad una vita normale.

TerniMagazine

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