Il Comune di TERNI è in dissesto. Lo stallo amministrativo della maggioranza di governo si sta protraendo da più di un anno e sta esponenzialmente aggravando la situazione finanziaria dell’ente, affievolendo ogni giorno che passa la speranza di una via d’uscita “indolore” per la città.

Il M5S non è rimasto sordo alle richieste avanzate da alcune parti sociali verso la ricerca di una soluzione condivisa volta ad evitare misure devastanti su famiglie, imprese e lavoratori dell’Ente. Il M5S concederà la più ampia collaborazione per il raggiungimento di questo obiettivo attraverso il rispetto delle leggi.
Fino ad oggi il dibattito politico si è concentrato costantemente sulla ricerca di coperture per ripianare il debito, la vendita ed ancor più la svendita dei gioielli di famiglia nonché il taglio di servizi essenziali, per poter coprire gli ammanchi. Nessuno ad oggi si è concentrato sulla struttura della massa passiva, analizzato la natura e la consistenza del debito. Una richiesta naturale che ognuno di noi nella propria vita privata avanzerebbe a fronte di una qualsiasi pretesa di pagamento, con più forza allorquando questa mette a repentaglio la stabilità della propria sussistenza.
In merito ai 7.544.803,54 euro di debiti fuori bilancio una nostra prima analisi ha fatto emergere come solo il 44% di questa cifra abbia i sufficienti requisiti richiesti dalla legge tali da poter essere riconosciuto come debito effettivo per l’Ente ed essere iscritto a bilancio e successivamente pagato, previo il necessario passaggio in consiglio comunale.
La restante parte del debito che i cittadini sono stati chiamati a pagare suscita estreme perplessità e dubbi, considerazioni che diventano molto più severe su una fetta del 30% del debito fuori bilancio complessivo su cui emergono consistenti elementi per affermare chiaramente che essi non possono essere pagati dall’amministrazione. 
Solo a titolo di esempio, il 15% del debito è costituito da fatture  emesse tra il 1985 e il 2011, debiti la cui prescrizione potrebbe essere sopravvenuta già molto tempo fa, elemento questo che metterebbe in serio dubbio l’esigibilità dello stesso. Alcune fatture poi non risponderebbero dei requisiti di “utilità ed arricchimento” per l’ente che costituiscono la base imprescindibile per essere riconosciute e poi pagate dalla collettività. Una consolidata giurisprudenza inoltre ha pienamente sentenziato come le spese ordinate dai responsabili senza valido e formale contratto o affidamento non possono essere in alcun modo riconosciute.
Il caso del debito delle mense scolastiche è quanto mai, a nostro modo di vedere, riconducibile a questa fattispecie. Il contratto stipulato nel 2008 prevedeva un massimo dell’importo di 9.634.560 euro. Per legge la ripetizione dei servizi analoghi non può essere maggiore del 20% oltre all’importo dell’appalto (quinto d’obbligo). La cifra complessiva della spesa è stata di circa 13.250.000 euro, esclusa la proroga del 2017. In base ai dati che ci sono stati forniti quindi l’appalto è costato circa 1.688.000 mila euro in più rispetto al contratto, cifra quasi perfettamente sovrapponibile a quella di 1.723.000 euro (cifra indicata dall’amministrazione come debito fuori bilancio) se contiamo che manca una fattura non contabilizzata di cui abbiamo avuto notizia pochi giorni fa.
In assenza di contratto è chiaro che il rapporto non è riconducibile al Comune ma a chi ha commissionato la spesa anche in presenza di un servizio svolto in utilità e arricchimento.
Il 31 dicembre 2017, così come confermato anche dalla dirigenza in commissione, ci sarà il termine ultimo per deliberare sui debiti fuori bilancio che DEVONO essere riconosciuti improrogabilmente dal consiglio. Le conseguenze di inadempimento oltre al commissariamento dell’Ente possono essere devastanti anche per tutti i funzionari e dirigenti che hanno commissionato le spese, anche per quelle dovute, in quanto potrebbero vedere recapitarsi richieste di pagamento da parte dei creditori anche in virtù degli accordi transattivi firmati senza deliberazione del consiglio comunale.
Per questo riteniamo che deliberare sui debiti fuori bilancio sia l’occasione più importante per dar vita a quel “Conclave” più volte invocato e mai concesso dalla maggioranza.
Gruppo Consiliare M5S Terni
Thomas De Luca, Valentina Pococacio, Angelica Trenta, Federico Pasculli, Patrizia Braghiroli.

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