raffaele-sollecito-110725174700_bigRaffaele Sollecito si trova a S. Domingo per un “breve periodo di vacanza” ma tornerà presto in Italia per partecipare al nuovo processo di appello per l’ omicidio di Meredith Kercher, in programma da lunedì prossimo a Firenze. “Abbiamo un assoluto rispetto delle istituzioni e mio figlio non intende fuggire. Stiamo lavorando senza sosta per dimostrare in aula la sua innocenza” ha detto all’ANSA il padre Francesco.

Il professionista pugliese è così intervenuto dopo le ultime notizie che hanno riguardato il figlio. “Raffaele – ha detto – si trova a S. Domingo dove soggiorna in una casa-vacanze che gli è stata messa a disposizione gratuitamente da una coppia di italiani suoi sostenitori. Sta cercando di ritrovare sé stesso, un po’ di serenità dopo le difficile vicende degli ultimi anni”. Francesco Sollecito ha comunque sottolineato di “attendersi di rivedere a breve il figlio, in Italia”.

“Se le cose nel processo andranno come abbiamo preventivato – ha proseguito – potrebbe partecipare già a quelle in programma alla fine del mese prossimo. Già a metà ottobre ha comunque in programma di partecipare ad una trasmissione tv. Di persona nel nostro Paese, non certo collegato dall’estero”.

“Io, mio figlio e la mia famiglia – ha sottolineato Francesco Sollecito – abbiamo un assoluto rispetto delle istituzioni italiane. Per questo Raffaele non è mai stato sfiorato dall’idea di fuggire. Vogliamo difenderci nel processo e per questo i difensori di mio figlio, gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, con tutti i loro collaboratori, hanno rinunciato alle ferie per mettere a punto la difesa. Lo stesso ho fatto io, per cercare di supportarli in tutti i modi. Siamo infatti assolutamente convinti – ha concluso Francesco Sollecito – dell’assoluta innocenza di Raffaele”.

Condannato in primo grado insieme ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher (compiuto a Perugia), il giovane pugliese e la studentessa americana sono stati assolti in appello. La Cassazione ha però annullato quest’ultima sentenza trasferendo per questioni procedurali il processo dal capoluogo umbro a Firenze. I due ex fidanzati si sono sempre proclamati estranei al delitto.

Ansa.it

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