napoli_champions_lpQualificazione diretta alla prossima Champions League, per il Napoli di Mazzarri. Disintegrato ilBologna a domicilio (3-0), si festeggiano traguardi (secondo posto, Europa per la via diretta e record di punti) che solo gli stolti possono considerare un ripiego. Bene ha fatto Mazzarri a ricordare all’urbi e all’orbi che dai tempi di Maradona il Napoli non viveva una stagione altrettanto felice e onusta di allori.

Con la grazie di un acrobata, il tecnico si è divincolato sfuggendo alla canonica domanda sul suo futuro e rinviando la decisione alla fine del campionato. Mazzarri si è riservato di decidere, probabilmente attende di avere lumi sul futuro diCavani e, in generale, sulle intenzioni di De Laurentiis, nonché vedere come si muoverà il domino degli allenatori.

A cominciare da Allegri che potrebbe lasciare ilMilan destinazione Roma (ma Galliani sta lavorando con Berlusconi per strappargli la conferma del tecnico livornese), per passare dalla Milano nerazzurra, casomai Moratti, scottato dal disastroso finale dell’Inter, tornasse sulla decisione di confermare Stramaccioni. Hai visto mai? Mazzarri è un ambizioso che ha bisogno di continui stimoli e di spostare l’asticella sempre più in alto. Il punto è: De Laurentiis ha le forze e la volontà “politica” di assecondarlo fino in fondo?

L’Inter abdica virtualmente anche alla zona Europa League, perdendo in casa (settima sconfitta su nove partite!) contro la Lazio (1-3) una gara stregata, punteggiata da clamorosi errori di mira del pupo Alvarez che fallisce un gol a porta vuota e un calcio di rigore a dà via libera alla Lazio che aggancia la Roma al sesto posto.

I tifosi dell’Inter in curva hanno imbastito una gustosa coreografia composta da undici domande rivolte al presidente Moratti. Via crucis infinita, per la Beneamata dei milanesi, che paga errori e sfortuna a caro prezzo e archivia un campionato fallimentare. Nel prepartita il presidente Moratti aveva confessato ai microfoni di Sky che ci saranno cambiamenti e che non saranno leggeri e neppure facili da digerire. Le mezze misure non sono mai risolutive e dunque ben venga il chirurgo che affonda il bisturi senza guardare in faccia nessuno. Resta il busillis dei quadri tecnici., Branca ed Ausilio salveranno le rispettive cadreghe? Ah, saperlo…

Milan e Fiorentina proseguono il duello per il terzo posto vincendo rispettivamente a Pescara (4-0) e aSiena (1-0). Quattro punti di distacco a favore della squadra di Allegri a due giornate dalla fine sono un tesoretto che è impensabile il Diavolo possa dissipare. Il campionato della Fiorentina resta eccezionale anche se si concludesse con un quarto posto in estate assolutamente impronosticabile.

Montella vuole confrontarsi con i Della Valle per conoscere le loro intenzioni. In un certo senso la situazione della Viola assomiglia a quella del Napoli. Campionato eccellente, una stella (a FirenzeJovetic a Napoli Cavani), oggetto del desiderio di mezza Europa, Possibile la partenza di uno e dell’altro, il punto è di capire come si intende mettere a frutto le disponibilità economiche procurate dalla cessione del vitello grasso.

La Juventus campione non molla di un millimetro, aizzata dall’incontentabile Conte che l’ha spinta alla vittoria di Bergamo. Gol di Matri, uno di quelli che dovrebbe partire. Nel mirino il record della Juve di Capello (90 punti) con due vittorie si potrà batterlo.

Anche la Juventus non vive sonni tranquilli. Conteha esplicitato con la brutale schiettezza che gli è propria i dubbi e gli interrogativi che lo stanno visitando. Ancora è calda la festa per lo scudetto e il mister alla Gazzetta dello Sport ha spiegato che per compiere il salto di qualità che allinei la Juve alle Grandi d’Europa due acquisti non basteranno, occorre rafforzare l’intera “rosa” e avviare un progetto che ricalchi la cavalcata vittoriosa del Bayern di Monaco. Il presidente Agnelli saprà, o meglio, vorrà accontentarlo? L’ultima parola in realtà dovrà dirla John Elkann che è l’azionista di riferimento del club bianconero. Marotta è ottimista..

Il ritiro di Ferguson dal Manchester United apre un altro fronte allettante per i top degli allenatori, le voci indicano in David Moies, coach dell’Everton, il possibile successore di sir Alex e tuttavia con l’addio del mostro sacro il domino degli allenatori conquista un’altra prestigiosa casella. Con Mourinhobattezzato al ChelseaAncelotti in bilico nel Psg,Guardiola in serpa al Bayern, può succedere di tutto.

Un tecnico che non sa vendersi bene quanto altri colleghi meno attrezzati di lui e che meritatamente si appresta a raccogliere l’alloro europeo è Francesco Guidolin. La sua umile Udinese scala la classifica dall’alto di sette vittorie filate e si installa al quinto posto, scavalcando le due romane. Un fuoriclasse acclarato, l’eterno Di Natale, qualche giovane emergente (Muriel, Basta, Pereyra, Zielinski), dei solidi ed esperti mestieranti (Benatia, Danilo, Domizzi, Pinzi), un cocktail azzeccato di talento e voglia di emergere, inquadrato in un club che da quasi vent’anni impartisce lezioni di realismo e di competenza all’intera serie A. Complimenti a Pozzo e a Guidolin e ad maiora!

Nella palude della zona retrocessione, festeggia la salvezza matematica la Sampdoria, l’1-1 a Marassi contro il Catania le basta per tagliare il traguardo. Partita giocata nel primo tempo in un clima surreale, lo stadio piombato nel silenzio assoluto per commemorare le vittime dello spaventoso incidente del porto di Genova.

I tifosi della Sampdoria avrebbero voluto il rinvio della gara, ma la Lega calcio ha detto di no. Proteste e polemiche sui social network e la risposta civile e matura di una città, Genova, che nel dolore distilla il meglio di sé. Il minuto di silenzio è stato un minuto di silenzio, senza gli applausi che di solito sconciano il ricordo dei morti. Sugli spalti striscioni commossi in memoria delle vittime e cori ostili per la Lega calcio, ancora una volta in assoluta distonia col sentimento popolare.

Cadono Palermo e Siena, i toscani battuti nel derby toscano dalla Fiorentina, mettono un piede nella fossa. I siciliani scivolano in casa contro un’Udinese cannibale e con quattro punti di svantaggio sulla penultima (il Genoa, che fa 0-0 in un match soporifero, senza un tiro in porta, a Torino) sono quasi spacciati. Per salvarsi dovrebbero fare il pieno a Firenze e in casa col Parma, mentre al Genoa basterà raccogliere un paio di punti con l’Inter e a Bologna per toccare la riva. Bel colpo del Parma che batte unCagliari sazio e si installa al decimo posto. Donadoni non gode di buona stampa ma il suo mestiere lo conosce.

art su blitz

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