VITERBO –  Ieri, subito dopo la prima scossa dello sciame sismico che ha colpito il centro Italia, nelle scuole di Viterbo e provincia sono scattati i piani di emergenza previsti per l’evacuazione e la messa in sicurezza degli studenti. Procedure, quelle svolte dal personale scolastico, che sono state portate a compimento con successo, nonostante l’allarme e l’inevitabile stress della situazione. Sembra però non essere andata cosi al liceo Paolo Ruffini, sede di via della Verità. Questo, secondo quanto denuncia a Viterbo News 24 una studentessa, che è voluto rimanere anonima.

” ‘Questione di elasticità!’, ‘la struttura di questa sede è più elastica!’. Questo è ciò che è stato detto ai rappresentanti d’istituto – scrive la ragazza, studentessa del liceo scientifico – quando, dopo 3 scosse di terremoto, la sede di via della Verità, a differenza di quella di piazza Dante, non era ancora stata fatta evacuare”.

”Ci chiediamo – prosegue – come in una situazione così delicata, non siano state applicate tutte le giuste procedure adottate durante le varie prove di evacuazione, come lo squillo prolungato della campanella!”.

”A quale scopo – chiede la ragazza – lasciare alunni ed insegnanti in classe dopo un evidente pericolo come quello del terremoto? Forse quello di far continuare le lezioni come se nulla fosse successo? E perché farci uscire soltanto un’ora e mezza dopo l’ultima scossa?”.

”Crediamo – continua la giovane – che tutto questo sia inaccettabile visto e considerato che tutte le altre scuole di Viterbo e provincia sono state fatte evacuare subito dopo le prime scosse, come da procedura. Ma, come sappiamo – scrive in conclusione -, il Ruffini deve essere sempre ‘il primo in classifica’ ”.

ViterboNews24

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