polizziPERUGIA Il killer aveva anche le chiavi della porta di casa. Ci sarebbe anche questo elemento al vaglio degli inquirenti per ricostruire, nella maniera più dettagliata possibile, le ultime ore di vita di Alessandro Polizzi. La questione delle chiavi sia del portone principale che dell’appartamento di via Ettore Ricci, è stata da subito al centro delle indagini.

Le chiavi in tasca Quello che era già parso chiaro è che l’assassino doveva essere in possesso delle chiavi per l’accesso al palazzo. Visto che all’entrata non è mai stato evidenziato alcun segno di effrazione. Secondo la ricostruzione della Procura, nell’ordinanza che ha stabilito l’arresto e la detenzione in carcere dei due sospettati Valerio e Riccardo Menenti, l’ex fidanzato di Julia Tosti era in possesso di quelle chiavi e le avrebbe consegnate al padre per consentirgli di mettere in atto l’atroce piano.

Ma adesso emergono nuovi elementi. Infatti è possibile che Valerio avesse anche le chiavi della porta di legno dell’appartamento. Julia avrebbe infatti raccontato di essere certa di aver chiuso a chiave prima di andare a dormire con Alessandro e di aver quindi inserito la doppia mandata che attiva la “t” di ferro del serramento.
Quindi il calcio con cui è stato aperta la porta non sarebbe bastato da solo a sfondare l’infisso e potrebbe essere stato inferto solo allo scopo di simulare un’incursione, quando in realtà l’assassino aveva le chiavi di casa.

Julia: “Valerio entrò in casa e mi puntò un coltello alla gola”

Il coltello alla gola A conforto di questa teoria vi sarebbe anche un altro decisivo elemento. Un ricordo di Julia. La ragazza ha raccontato che alla fine della loro convivenza, Valerio le aveva restituito le chiavi di casa. Eppure, in una notte di dicembre, successiva alla restituzione, l’ex si sarebbe di nuovo introdotto nella casa della giovane mentre lei dormiva.

Notizia integrale nel Corriere dell’Umbria del 6 maggio

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