amanda1 OMICIDIO MEREDITH/ IL PM MIGNINI: E PROBABILE CHE IL PROCESSO IN APPELLO FINISCA CON UNA CONDANNA. QUERELE E RICHIESTA DI SEQUESTRO PER IL LIBRO DI AMANDA

Il pubblico ministero Giuliano Mignini chiede il sequestro del libro “Waiting to be heard” di Amanda Knox e querela il settimanale “Oggi” e “chiunque abbia concorso nella pubblicazione dell’articolo” che riprendeva quelle pagine. Nel libro la Konox “lancia accuse precise alla polizia e ai giudici, scrive il pm nella querela, “è già insolito che un imputato già condannato, in parte in maniera definitiva e in attesa dell’appello, per un reato gravissimo come l’omicidio, scriva un libro in sua “difesa”, con pesanti insulti e invettive contro gli inquirenti, contenente affermazioni mai fatte nelle indagini e nel processo a suo carico…quello che stupisce e che appare inaccettabile è, però, il fatto che un settimanale, conosciuto e diffuso come “Oggi”, recepisca fideisticamente le affermazioni della Knox e giustifichi la decisione della Knox di non tornare in Italia per il processo: è probabile che l’appello finisca con una condanna, e la  ragazza di Seattle finirebbe per sempre nel buco nero in cui ha già passato 1.427 giorni. Il pm Mignini mette in luce anche come sia stata sostenuta “l’attendibilità della Knonx” sul presunto interrogatorio “in continuazione e senza le minime garanzie processuali. Ma la Knox è stata assunta a informazioni come persona informata sui fatti, che non può avere il difensore, il quale interviene solo per le persone indagate. Come le tantissime altre persone che la polizia e poi io stesso ho esaminato più volte nel corso delle indagini, oppure come nel momento la Knox avrebbe chiesto un avvocato ed una mia presunta risposta che non ve ne sarebbe stato bisogno e che questo avrebbe peggiorato la situazione. Invece, non chiese affatto un difensore, voleva solo parlare. Io le feci presente che se avesse voluto fare una dichiarazione spontanea, mi sarei limitato a riceverla senza contestarle alcunché o porle delle domande. Pacificamente diffamatoria la dichiarazione della Knox quando scrive che “Mignini è un pazzo che considera la sua carriera più importante della mia libertà o della verità sull’assassinio di Meredith.” Il pm contesta anche la ricostruzione dell’interrogatorio “in un crescendo di urla e intimidazioni..che dura dalle 11 di notte alle 5.45 del mattino e in cui la Knox farà due confessioni senza difensore: a parte le imprecisazioni processuali del giornalista, almeno a mia conoscenza e comunque in mia presenza, non vi sono state urla o intimidazioni”. La querela è stata presentata alla Procura di Firenze.

TerniMagazine

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