carabinieri_manette-300x99ORVIETO Il 17 e 18 agosto 2013, a Orvieto, Roma, Perugia, Viterbo e Como, a conclusione di una prolungata e complessa attività di indagine, i militari della Compagnia CC di Orvieto congiuntamente al personale del locale Commissariato di P.S. ed ai militari dei Comandi dell’Arma competenti per territorio,  hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Orvieto a carico di 10 persone per l’ipotesi di reato di “ Spaccio continuato ed aggravato in concorso di sostanze stupefacenti”. Nel corso dell’intera operazione i militari  avrebbero: accertato oltre 500 episodi di cessioni illecite di sostanze stupefacenti tipo cocaina, eroina, hashish e marjiuana, poste in essere dagli indagati, in varie circostanze, dal 2007 al mese di giugno 2013, in Orvieto, Roma e comuni limitrofi; eseguito i 10 provvedimenti restrittivi della libertà personale (6 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) nonché 8 perquisizioni domiciliari, nei confronti di soggetti, che sarebbero ritenuti a vario titolo responsabili del reato di cessioniillecite continuate e aggravate di stupefacenti del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana; avrebbero segnalato alla Prefettura 24 assuntori di sostanze stupefacenti; avrebbero eseguito il sequestro preventivo di un bar sito nel centro di orvieto perché luogo di consumo e spaccio; arrestato in flagranza un 39enne romano nella cui abitazione, durante la perquisizione domiciliare sarebbero stati rinvenuti e sequestrati: grammi 20 sostanza stupefacente tipo cocaina; grammi circa 100 (cento) sostanza stupefacente tipo hashish;  4 bilance elettroniche di precisione; materiale vario idoneo al taglio ed al confezionamento delle dosi; somma contante di euro 7.900; 2 assegni bancari in bianco dellabanca mediolanum; 12 cartucce cal. 7,62 nato; 1 cartuccia cal. 9 “parabellum”. L’indagine, convenzionalmente denominata “JOINT 2013”, poiché attivata in virtù della collaborazione con il locale Commissariato di P.S. di Orvieto, è stata intrapresa nel mese di novembre del 2012 dai militari della compagnia di Orvieto, sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica. L’attività ha subito una forte evoluzione dopo il decesso di D. C., noto proprietario di un bar alla  moda  del centro cittadino, avvenuto il 17 marzo 2013, portando, il 16 maggio 2013, all’arresto su ordine di custodia cautelare di 3 persone, due delle quali sono destinatarie dell’odierno provvedimento restrittivo del G.I.P. di Orvieto. Un ampia e proficua attività informativa preliminare ha portato il personale operante a concentrare la propria attenzione su alcuni soggetti e su un locale pubblico situato nel centro storico di Orvieto, che risultava essere luogo di consumo e spaccio. Le prime informazioni acquisite venivano poi riscontrate tramite attività tecniche (acquisizione ed esame di tabulati telefonici ed intercettazioni telefoniche) nonché metodi d’indagine di natura tradizionale (servizi di O.C.P., assunzione di sommarie informazioni da persone a conoscenza dei fatti ed in particolare da assuntori di sostanze). Le indagini, basate sull’esecuzione di circa 500 ore di pedinamenti, 300 ore di osservazioni con una media di 2 pattuglie ogni giorno, hanno fatto emergere che molti dei soggetti coinvolti solitamente avrebbero fatto anche uso di stupefacenti, di vario genere dalla cocaina, all’eroina ma anche di hashish e marijuana. Con questa operazione si ritiene che sia stato debellato un ramo importante di approvvigionamento di sostanze stupefacenti dell’orvietano. L’importanza e la rilevanza di tale attività è da ricercare nei numerosissimi episodi di spaccio che evidenziano una ben precisa scelta (deviante) di vita degli indagati per i quali il tessuto sociale è considerato quale opportunità di guadagno, di arricchimento, ricorrendo al traffico di sostanze stupefacenti particolarmente pericolose quali l’eroina e la cocaina. L’attività, ancora una volta, ha confermato la tentacolare e capillare conformazione della gestione dei traffici illeciti di stupefacenti e l’impegno delle istituzioni locali nel debellare tale piaga sociale.

TerniMagazine

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