slotVia tutte. Subito. La maggioranza di centrosinistra di Palazzo di Priori firma in calce un ordine del giorno choc e lo indirizza a sindaco e giunta. Obiettivo: liberare Perugia dalle slot machine.
Perché “la loro proliferazione e quella delle sale giochi non fa che colpire i più deboli, non solo sotto il profilo economico, ma sotto quello psichico”. Una “dipendenza”.

“Famiglie ridotte sul lastrico” E ancora: “I maggiori “consumatori” delle varie forme di gioco d’azzardo “ di facile guadagno ”  – scrivono i capigruppo Emiliano Pampanelli (Prc), Francesco Mearini (Pd), Stelvio Zecca (Idv), Pier Luigi Neri (Comunisti italiani), Mario Catrana (Sinistra e Socialisti) e Filippo Cardone (Gruppo misto – Centro democratico) – appartengono quasi sempre alle classi più disagiate e sotto acculturate, che tentati dal “vincere facile” diventano vittime di una vera e propria patologia e quasi sempre, per dare una svolta alla propria situazione, non fanno altro che rovinare la propria famiglia arrivando al baratro”.

“Effetti drammatici” I capigruppo non si fermano qui. L’ordine del giorno va avanti. Così, con un dato che dà i brividi: “Ogni italiano spende in media oltre 1.000 euro l’anno per il gioco d’azzardo, un dato tra i più alti al mondo, arrivando in molti casi ad una dipendenza patologica che porta ad effetti drammatici sul piano economico, sociale e familiare”.

L’ombra della criminalità La maggioranza comunale getta anche altro nella mischia. Un’ombra, lunga, sulla prima città dell’Umbria. Che scavalca anche la dipendenza: “Il gioco d’azzardo  – scrivono – è anche portatore di interessi per la criminalità organizzata in quanto ha elevatissimi e rapidi guadagni e dà la possibilità di riciclare considerevoli somme di denaro provenienti da attività illecite”. Il tono è chiaro. Le slot vanno estirpate.

Come fare? Ecco l’idea Il problema, per la maggioranza comunale schierata a fila compatte, è uno solo. Il sindaco, quello slot, non può toccarle. Figuriamoci vietarle. Complici le liberalizzazioni delle licenze commerciali. E allora ecco l’idea: un’ordinanza sanitaria.
“Vista la disciplina sanitaria che pone il sindaco garante della salute pubblica e visto l’acclarato riconoscimento della malattia di dipendenza da tali giochi, chiediamo al sindaco e alla giunta di intervenire per l’eliminazione nel territorio comunale delle slot machine”.
Insomma, farne tabula rasa, si può. E questo è il mezzo. Messo nero su bianco. Dice il detto: fatta la legge, trovato l’inganno. Stavolta però è per una buona causa, avranno pensato dalla maggioranza. E l’ordine del giorno è saltato fuori, a firma di tutti.

Corriere dell’ Umbria

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