CONSIGLIO-COMUNALEPERUGIA L’ex avvocato dalla pensione d’oro è frutto di una scelta “politica”. Tutta perugina. Un tocco di bacchetta magica ed ecco che i denari si moltiplicano. L’ultimo stipendio utile dell’ex legale dell’ente – quiescenza datata 2008- era di circa duecentomila euro (220mila). Ma la pensione, a quota seicentomila euro e rotti (637mila), è di fatto triplicata. Come è potuto succedere? Con un sistema di incentivi sulle cause “favorevoli”. Che nell’ultimo quinquennio di attività dell’avvocato perugino hanno portato il monte retributivo (stipendio base più incentivi) a somme stratosferiche.
In queste pagine ne è stata data dettagliata cronaca, a partire dall’anno 2008.

Ma il vero “colpevole” è un regolamento, sdoganato dal Comune di Perugia anni addietro, che allarga il raggio delle cause favorevoli praticamente tenendo fuori solo le condanne. E’ scritto all’articolo 5 comma 4: “La corresponsione dei compensi professionali dovuti agli avvocati interni a seguito di sentenza favorevole all’ente avviene in base ai seguenti criteri: sentenze esecutive che condannino la parte avversa al pagamento totale o parziale delle spese, sentenze favorevoli che dispongano la compensazione delle spese di giudizio tra le parti”. E ancora quelle dove le “domande e/ o le eccezioni dell’ente siano state totalmente o parzialmente accolte”. A prescindere dall’esito finale.
Sono considerate altresì favorevoli “le pronunce che, pur non decidendo nel merito delle controversie e sulle spese di giudizio, definiscono le cause con esito sostanzialmente favorevole per l’amministrazione (pronunce che dichiarino la carenza di giurisdizione o di competenza, la nullità o l’irricevibilità del ricorso, pronunce che dichiarino l’estinzione del giudizio, sentenze di perenzione, pronunce che dichiarino l’inammissibilità e/o l’improcedibilità del ricorso per cessazione della materia del contendere o per carenza di interesse)”. Hai voglia. C’è il bonus anche quando c’è “rinuncia o abbandono del giudizio ad opera della controparte ovvero per transazione. Alla sentenza favorevole è equiparato il lodo arbitrale avente carattere favorevole per l’ente”.
Sulla bontà della scelta degli incentivi ci sono atti di giunta e di consiglio, votati a maggioranza e sovente all’unanimità. Del consiglio qualche volta, della giunta (prima e seconda Locchi) sempre. Il primo in ordine di tempo è del 1978. Poi seguono delibere del 2001 e del 2004. Gli effetti sono devastanti sulle casse dell’ente.

Il bilancio 2008 (in pieno recupero dal buco del 2006, con l’Irpef portata al massimo, alienazioni varie e t-red per coprire il disavanzo, ndr) è stato variato per un importo complessivo di 643.306,20 euro. Per gli incentivi di cui sopra a favore del legale. Un’altra mazzata è stata anche stigmatizzata dalla Corte dei conti: altri 723mila per le cause vinte. E’ il giugno 2010 quando spuntano altre due pratiche per l’avvocato che ha vinto i ricorsi dell’Antognolla spa. Ancora “maxipremi” da oltre 320mila euro. Le cause sono tante, vecchi e nuove: proseguono per il fatto che palazzo dei Priori ha continuato ad affidare (con rimborsi spesa da 200 euro a botta euro dell’auto blu) allo stesso legale altri procedimenti. Senza colpo ferire.

Corriere dell’ Umbria

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