AMELIA Assessore scrive un post ingiurioso contro i musulmani sul suo profilo Facebook. Solleva un polverone gigantesco e viene costretto alle dimissioni dal sindaco. E’ successo nella giunta di centrodestra di Amelia guidata dal sindaco Laura Pernazza. 
L’autore del post antislamico è Massimiliano Galli, commerciante di Amelia, fino a giovedì assessore allo Sport in quota alla Lega Nord.
Il post, prontamente rimosso dall’autore dopo lo scandalo, ma ovviamente fotografato e rimandato in circolo dagli avversari dà un’interpretazione sui generis della complessa e tragica guerra civile siriana: “In Siria – ha scritto l’ex assessore Galli – c’è in atto da più di 12 anni una guerra civile tra musulmerde… La differenza la fa il fatto di essere uno sciita o un sunnita. Secondo il mio pensiero si dovrebbero ammazzare tutti fino all’ultimo individuo siriano”.
Apriti cielo. L’opposizione del Pd e anche privati cittadini hanno cominciato a sparare a zero contro l’assessore Galli. Il sindaco Laura Pernazza sarebbe andata su tutte le furie costringendolo alle dimissioni. Comunicate ufficialmente con una nota stringata diramata alle redazioni nella tarda serata di giovedì: “Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, – scrive la Pernazza – prendono le distanze dal commento dell’assessore Galli perché “La pace, il rispetto e l’uguaglianza dei popoli e delle religioni rappresentano valori fondamentali su cui si basa la nostra azione politica.” L’assessore Galli, in data odierna (ieri ndr), ha rimesso le deleghe nelle mani del Sindaco che ne prende atto e, per il momento, le gestirà direttamente”.
Il sindaco Pernazza ha anche allegato la nota di dimissioni dell’ormai ex suo assessore.
Lettera chilometrica di scuse dello stesso Galli: “Ho sbagliato. Punto. – scrive Galli – E di certo non saranno le righe seguenti ad attutire il mio errore. Di uomo ancor prima che di amministratore pubblico. Di certo non affronterò più argomenti complessi utilizzando sintesi superficiali ed espressioni colorite. Sì, anche se si trattasse di una conversazione privata, come in questo caso doveva essere. Ci sono temi che, nonostante muovano le passioni e scaldino gli animi, per poterne parlare a ragion veduta, devono essere fatti decantare un poco. Cosa che evidentemente questa volta non ho fatto. A dirla tutta sono due le cose che mi danno più dolore: aver creato anche un minimo di imbarazzo alla mia Giunta e, va da sé, al mio Sindaco e l’immagine distorta del sottoscritto che quel maledetto post rischia di generare”. Poi righe e righe di rimpianti. Ma ormai la frittata è fatta.

Corriere dell’ Umbria

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