precari1-300x161ROMA – Precari statali, addio al 50% dei posti. Dl da rifare, la regola è il concorso. La corsia preferenziale che avrebbe consentito l’ingresso ai precari nella metà dei posti disponibili nel pubblico impiego è stata smantellata. Addio al posto fisso per decreto, la via maestra delle assunzioni deve essere il concorso. Il Parlamento ha smontato pezzo per pezzo il decreto salva-precari emanato il 31 agosto. La stabilizzazione dei precari della Pubblica amministrazione non può avvenire nei termini previsti dal Governo perché assomiglia troppo a una “sanatoria” rispetto agli errori del management pubblico nei criteri di assunzione degli scorsi anni. La commissione invita anche, diciamo così, a non farsi troppe illusioni sulle stabilizzazioni eventuali perché il decreto specifica chiaramente che devono essere subordinate  all’effettiva disponibilità di posti vacanti e di risorse finanziarie: questo fa “prevedere che le immissioni in ruolo effettive saranno in numero assai limitato”. La Commissione Lavoro del Senato lo ha deciso con una scelta bipartisan, con l’astensione dei 5 Stelle.

Il provvedimento verrà accolto solo se verranno riconsiderati criteri e priorità. Tre sono le “colpe” gravi attribuite al decreto:

1) Invece di diminuirli, il decreto aumenta il ricorso ai contratti a termine.

2) Il decreto affievolisce il principio costituzionale per cui nella Pubblica Amministrazione si entra per concorso, in particolare va ripensata la norma (la cosiddetta corsia preferenziale) che avrebbe assegnato il 50% dei posti ai precari stabilizzati.

3) Il decreto depotenzia le norme vigenti sulla mobilità del personale negli uffici.

BlitzQuotidiano

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