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Home Prima Pagina Amministrative 2011 Risultati e Proiezioni ExitPoll Sky: Pisapia 53,5%, De Magistris 54%

ExitPoll Sky: Pisapia 53,5%, De Magistris 54%

MILANO - Seggi chiusi in tutta Italia per i ballottaggi di elezioni comunali e provinciali. E ora cresce l'attesa per i primi exit poll e per lo spoglio, soprattutto a Milano e Napoli, considerate città fulcro anche per le conseguenze politiche del voto.

ntanto i primi in poll di Sky hanno già decretato il verdetto: Pisapia sarà il sindaco di Milano, De Magistris quello di Napoli. Al primo turno, Pisapia aveva ottenuto il 48,04% dei consensi, superando il sindaco uscente, Letizia Moratti, che si era fermata al 41,58%. La rimonta di De Magistris a Napoli sarebbe ancora più forte: alle elezioni del 15 e 16 maggio scorsi l'ex pm aveva ottenuto il 27,50% dei consensi, contro il candidato del centrodestra, Gianni Lettieri, per il quale avevano votato il 38,53% degli aventi diritto.

INTENTION POLL Secondo quanto si è appreso i primi 'Intention poll' indicherebbero uno scarto di circa 7 punti percentuali tra Giuliano Pisapia (al 53,5%) e Letizia Moratti (46,5%). Secondo quanto si è appreso i primi 'Intention poll' sul ballottaggio a Napoli indicherebbero uno scarto di circa 9 punti percentuali tra Luigi De Magistris (54,5%) e Gianni Lettieri (45,5%).

BOSSI OTTIMISTA A MILANO Umberto Bossi è andato a votare a Milano, nel seggio vicino via Bellerio, e si è fermato con i giornalisti dopo aver compiuto il suo 'dovere' civico. Per il leader del Carroccio, «la Lega ha fatto il suo dovere, un partito che è una assicurazione dei cittadini. Non poteva far sì che si costruissero le moschee a Milano e che qualcuno dicesse che la Lega non ha rischiato e non si è presentata: noi ci siamo presentati». 
Bossi, che era accompagnato al seggio di via Fabriano dal ministro Roberto Calderoli, si è mostrato sorridente ai fotografi. Uscendo dalla cabina numero 1, ha fatto il gesto di inserire la scheda nell'urna, ripetendo «Moratti, Moratti», perché non ci fossero dubbi su dove aveva opposto la crocetta. «Siamo stati gli unici che in qualche modo siamo andati in strada: vabbè che La Russa è da solo, quindi anche se va in strada non lo vede nessuno», ha detto Bossi commentando le parole del ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, che in un'intervista ha sostenuto che a Milano sono mancati i voti della Lega Nord. 
Bossi, prima di risalire in macchina, non ha voluto invece entrare nel merito dei problemi interni al Pdl. A chi gli chiedeva che cosa ne pensasse di una riorganizzazione del partito di Silvio Berlusconi dopo i ballottaggi, ha infatti risposto: «Non lo so, io devo già organizzare il mio partito ed è abbastanza».

LA RUSSA: MANCANO I VOTI DELLA LEGA, NON DEL PDL «A Milano il Pdl non è andato male, semmai viene fuori un risultato meno buono come coalizione. La Lega ha perso 4-5 punti, che sono quelli che ci mancano». Lo afferma in un'intervista alla Stampa il ministro della Difesa Ignazio La Russa, secondo cui, in caso di sconfitta elettorale, non ci sarà «nessuna ripercussione» sul governo. «Milano è una città più europea e ha risentito più di altre del vento che ha penalizzato tutti i partiti al governo in Europa», dice La Russa. «Ma se Sparta non ride Atene piange, dove Atene è la sinistra che non ha un solo candidato del Pd in corsa per il ballottaggio di Milano e Napoli». 
Se la maggioranza perdesse nelle due città, «la frammentazione del voto, la sconfitta mascherata del Pd, la crescita dei partiti antisistema portano a dire che Berlusconi non rischia», sostiene il ministro. «Non vedo possibilità di un governo alternativo, e nessuno credo voglia elezioni anticipate». Nemmeno la Lega, che «non ha avuto un risultato favoloso». La Russa non nasconde che per il Pdl questo è «un momento delicato», per cui «bisogna dare linfa al partito». 
La proposta, in attesa del congresso, è quella di istituire «comitati operativi che si occupino di programma, enti locali, territorio, propaganda. Ognuno sarebbe formato da 4-5 persone che insieme - spiega - vanno a comporre un organismo intermedio tra l'attuale ufficio di presidenza e il coordinamento vero e proprio». Il responsabile della Difesa interviene anche sul dopo Berlusconi. «A me interessa rafforzare la leadership del presente, la leadership del futuro non la reputo vicina», dichiara. «Non è detto che Berlusconi non si ricandidi alle prossime elezioni, anzi penso che lo farà».

Leggo: http://www.leggo.it/articolo.php?id=124650

 
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