Amministrative Ballottaggi: crollo del PDL al centrosinistra Napoli, Milano, Trieste e Cagliari

MILANO - Con la sola eccezione di Rovigo, dove il candidato sindaco di centrodestra è temporaneamente in testa, il centrosinistra registra un'avanzata generalizzata in tutti i Comuni impegnati nei ballottaggi.
Si tratta, al momento, di risultati parziali riferiti allo spoglio di quasi la metà delle schede, ma in molti casi delineano una tendenza netta: Novara, Trieste, Grosseto, Cagliari, Pordenone, Trieste, Crotone, per citare i Comuni maggiori a Nord come a Sud, segnalano i candidati di centrosinistra in netto vantaggio. L'avanzata del centrosinistra è netta e appare destinata a rafforzarsi con il progredire dello spoglio. Per converso, è forte l'amarezza dei candidati del centrodestra costretti, come nel caso di Gianni Lettieri a Napoli, ad accusare una sconfitta di proporzioni difficilmente prevedibili alla vigilia. Non foss'altro perchè Lettieri si presentava forte del vantaggio conseguito al primo turno.
Al primo turno, Pisapia aveva ottenuto il 48,04% dei consensi, superando il sindaco uscente, Letizia Moratti, che si era fermata al 41,58%. La rimonta di De Magistris a Napoli sarebbe ancora più forte: alle elezioni del 15 e 16 maggio scorsi l'ex pm aveva ottenuto il 27,50% dei consensi, contro il candidato del centrodestra, Gianni Lettieri, per il quale avevano votato il 38,53% degli aventi diritto.
QUINTA PROIEZIONE RAI: MILANO Secondo la quinta proiezione IPR Marketing per Rai, riguardante il voto per il Sindaco di Milano, il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia è al 55% mentre Letizia Moratti del centrodestra al 45%. Il dato si riferisce ad un campione del 50%..
QUARTA PROIEZIONE RAI: NAPOLI Secondo la terza proiezione IPR Marketing per Rai sul voto per il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris è al 64,5% mentre Gianni Lettieri è al 35,5%.
CAGLIARI E TRIESTE AL CENTROSINISTRA Il candidato sindaco del centrodestra, Massimo Fantola, attraverso il suo ufficio stampa, ha annunciato una conferenza stampa alle 17 nella sua sede elettorale. Secondo quanto si apprende, dovrebbe annunciare la sua sconfitta al ballottaggio che vede ora in vantaggio il candidato del centrosinistra Massimo Zedda con il 58,27% contro il 41,73. Le sezioni scrutinate sono 50 su 175. A Trieste Cosolini al centrosinistra
DE MAGISTRIS BENE OVUNQUE A NAPOLI Secondo i primissimi dati che stanno arrivando al comitato elettorale di Luigi de Magistris, è soprattutto nel centro storico e nella periferia di Napoli che il candidato dell'Idv e di Federazione della Sinistra sta registrando il più alto numero di consensi. In alcuni seggi dei Quartieri Spagnoli, ad esempio, riferisce il suo staff, la percentuale è pari al 59%. Bene anche in periferia, a Ponticelli e Pianura.
AFFLUENZA IN CALO Per le elezioni provinciali la percentuale di votanti rilevata alla chiusura definitiva dei seggi è stata del 45,26% degli aventi diritto, con un calo di 16 punti percentuali rispetto al primo turno quando era stata del 61,26%. Lo si apprende dal sito del Viminale (il dato non tiene conto della provincia di Trieste, gestita dalla Regione Friuli Venezia Giulia).
INTENTION POLL Secondo quanto si è appreso i primi 'Intention poll' indicherebbero uno scarto di circa 7 punti percentuali tra Giuliano Pisapia (al 53,5%) e Letizia Moratti (46,5%). Secondo quanto si è appreso i primi 'Intention poll' sul ballottaggio a Napoli indicherebbero uno scarto di circa 9 punti percentuali tra Luigi De Magistris (54,5%) e Gianni Lettieri (45,5%).
AFFLUENZA IN FORTE CALO A metà circa delle rilevazioni (236 comuni su 500) pervenute al Viminale, la percentuale di affluenza alle urne rilevata alla chiusura definitiva dei seggi per le provinciali va attestandosi intorno al 45,47%, in forte calo, pari a quasi 14 punti percentuali, rispetto al primo turno di votazione che si èsvolto due settimane fa, quando a votare furono il 59,57% degli aventi diritto.. Quando mancano circa 200 sezioni, il dato di palazzo Marino indica un'affluenza al 67%, in linea con quella del primo turno (67,5%).
BOSSI OTTIMISTA A MILANO Umberto Bossi è andato a votare a Milano, nel seggio vicino via Bellerio, e si è fermato con i giornalisti dopo aver compiuto il suo 'dovere' civico. Per il leader del Carroccio, «la Lega ha fatto il suo dovere, un partito che è una assicurazione dei cittadini. Non poteva far sì che si costruissero le moschee a Milano e che qualcuno dicesse che la Lega non ha rischiato e non si è presentata: noi ci siamo presentati».
Bossi, che era accompagnato al seggio di via Fabriano dal ministro Roberto Calderoli, si è mostrato sorridente ai fotografi. Uscendo dalla cabina numero 1, ha fatto il gesto di inserire la scheda nell'urna, ripetendo «Moratti, Moratti», perché non ci fossero dubbi su dove aveva opposto la crocetta. «Siamo stati gli unici che in qualche modo siamo andati in strada: vabbè che La Russa è da solo, quindi anche se va in strada non lo vede nessuno», ha detto Bossi commentando le parole del ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, che in un'intervista ha sostenuto che a Milano sono mancati i voti della Lega Nord.
Bossi, prima di risalire in macchina, non ha voluto invece entrare nel merito dei problemi interni al Pdl. A chi gli chiedeva che cosa ne pensasse di una riorganizzazione del partito di Silvio Berlusconi dopo i ballottaggi, ha infatti risposto: «Non lo so, io devo già organizzare il mio partito ed è abbastanza».
LA RUSSA: MANCANO I VOTI DELLA LEGA, NON DEL PDL «A Milano il Pdl non è andato male, semmai viene fuori un risultato meno buono come coalizione. La Lega ha perso 4-5 punti, che sono quelli che ci mancano». Lo afferma in un'intervista alla Stampa il ministro della Difesa Ignazio La Russa, secondo cui, in caso di sconfitta elettorale, non ci sarà «nessuna ripercussione» sul governo. «Milano è una città più europea e ha risentito più di altre del vento che ha penalizzato tutti i partiti al governo in Europa», dice La Russa. «Ma se Sparta non ride Atene piange, dove Atene è la sinistra che non ha un solo candidato del Pd in corsa per il ballottaggio di Milano e Napoli».
Se la maggioranza perdesse nelle due città, «la frammentazione del voto, la sconfitta mascherata del Pd, la crescita dei partiti antisistema portano a dire che Berlusconi non rischia», sostiene il ministro. «Non vedo possibilità di un governo alternativo, e nessuno credo voglia elezioni anticipate». Nemmeno la Lega, che «non ha avuto un risultato favoloso». La Russa non nasconde che per il Pdl questo è «un momento delicato», per cui «bisogna dare linfa al partito».
La proposta, in attesa del congresso, è quella di istituire «comitati operativi che si occupino di programma, enti locali, territorio, propaganda. Ognuno sarebbe formato da 4-5 persone che insieme - spiega - vanno a comporre un organismo intermedio tra l'attuale ufficio di presidenza e il coordinamento vero e proprio». Il responsabile della Difesa interviene anche sul dopo Berlusconi. «A me interessa rafforzare la leadership del presente, la leadership del futuro non la reputo vicina», dichiara. «Non è detto che Berlusconi non si ricandidi alle prossime elezioni, anzi penso che lo farà».







