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Home Prima Pagina Amministrative 2011 Verso il voto Amministrative, si vota fino alle 15! Affluenza in deciso calo.

Amministrative, si vota fino alle 15! Affluenza in deciso calo.

De Magistris al voto (Napoli)

ROMA -  Hanno riaperto pochi minuti fa, alle 7, i seggi delle oltre 13 mila sezioni elettorali per la seconda e ultima giornata dedicata alle elezioni amministrative.

 

Resteranno aperti fino alle 15. Si vota per l'elezione del presidente e del consiglio provinciale di 11 province, del sindaco e del consiglio comunale di 1.315 comuni, tra i quali sette capoluoghi di regione (Torino, Milano, Trieste, Bologna, Napoli, Catanzaro, Cagliari).

AFFLUENZA IN CALO Ha virato di rotta, alle 22, il dato sull'affluenza al voto per le comunali, che comprende 1.315 municipi e 30 capoluoghi di provincia, registrando un calo nell'ultima rilevazione della prima giornata rispetto a quella, in aumento, delle 19. Secondo il Viminale, alle 22 la percentuale di votanti era del 51,90%, quasi due punti in meno rispetto alla tornata precedente (53.89). Il dato non tiene conto del Friuli Venezia Giulia, che gestisce da sola le proprie rilevazioni. Qui l'affluenza, sempre alle 22, ha accentuato il tonfo già evidenziato alle 19 per le comunali: -26 punti a Trieste, -19 punti a Pordenone; anche peggio le Provinciali: -26,7 a Trieste e -29,8 a Gorizia. In calo è anche il dato complessivo dei votanti alle Provinciali, fotografato alle 22 al 40,96%, rispetto al 43,52 del voto precedente. La prima giornata del voto è stata sostanzialmente tranquilla, ma qualche perplessità c'è stata a Bologna sui dati sull'affluenza. Alle 12, ha reso noto il Viminale, il dato era pari al 13,75%, contro il 28,67 del 2009. Ma, a parte la pioggia che oggi può aver frenato qualche bolognese, il confronto con il 2009 - ha sottolineato il Pd - era inappropriato visto che quell'anno, quando si affermò Flavio Delbono, il primo giorno di voto si era svolto di sabato per l'accorpamento delle comunali con le europee. In ogni caso tutto si è svolto senza intoppi e in mattinata anche l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi è andato a votare, accompagnato dalla moglie Flavia, nel suo seggio di Via Galvani. Non ha votato invece il candidato del centrodestra Manes Bernardini in quanto residente a Casalecchio di Reno. La presenza dei telefonini nei seggi ha creato più di un problema. In Basilicata, in un seggio di Marconia di Pisticci (Matera), un elettore avrebbe usato il cellulare per fotografare la sua scheda elettorale. L'episodio è stato subito rilevato dal senatore del Pdl Cosimo Latronico che ha reso noto di aver informato dell'avvenuto il commissario prefettizio Francesco D'Alessio. Ha tranquillizzato tutti invece il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il quale dopo aver votato a via Scrosati a Milano, ha spiegato ai giornalisti di aver lasciato il proprio telefonino fuori dal seggio «per un eccesso di controlli». Un caso preoccupante è stato invece registrato in un seggio di Catanzaro: un uomo di 36 anni è stato denunciato dai Carabinieri per aver fotografato la scheda, anche se, ha spiegato l'incauto elettore, avrebbe compiuto il gesto solo per gioco. Stessa modalità a Scampia, periferia di Napoli, dove una signora è stata denunciata a piede libero per aver fotografato la propria scheda. La macchina del voto ha funzionato bene a Milano, dove sono stati sostituiti 495 presidenti di seggio (su un totale di 1.308) e 1.948 scrutatori (su 5.116). In mattinata, oltre al premier Berlusconi, hanno votato il leader del Carroccio Umberto Bossi (a Via Fabriano, a pochi metri da via Bellerio, sede della Lega) e i candidati sindaci Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. Ha votato anche il presidente della Provincia Guido Podestà e il suo collega alla Regione Roberto Formigoni, al seggio in completo decisamente casual. Ha votato a Turbigo (a 50 km da Milano), dove si rinnova il consiglio comunale, anche Roberto Lassini, il candidato Pdl indagato per i manifesti con le scritte 'Fuori le Br dalle Procurè. Un brutto episodio ha interessato invece Milly Moratti, candidata in consiglio comunale con una sua lista che sostiene il candidato di centrosinistra Giuliano Pisapia, che è stata apostrofata come «comunista di m...» mentre saliva le scale della scuola sede del suo seggio elettorale. In Campania i Verdi hanno segnalato casi di 'voto inquinatò e a Napoli, in una sezione del Pallonetto di Santa Lucia, una signora avrebbe ricevuto due schede per votare alle comunali. Il segretario regionale dell'Idv Nello Formisano ha denunciato la presenza nelle scuole elementari di Marianella a Napoli di centinaia di 'galoppinì elettorali che avrebbero accompagnato dentro i seggi gli elettori cercando di condizionarli. In Friuli Venezia Giulia il maltempo sembra aver condizionato negativamente l'affluenza alle urne, di diversi punti percentuali sotto quella registrata 5 anni fa. Tutto bene anche in Piemonte, dove stamani il governatore Roberto Cota si è recato a votare a Novara con la moglie e la figlia, prima di trasferirsi a Alba per l'inaugurazione di una nuova sede bancaria. Il candidato del centrosinistra Piero Fassino questa mattina è stato il primo a recarsi al seggio, intorno alle 11. Poco più tardi è arrivato il suo competitor Michele Coppola, che ha spiegato di voler dedicare la domenica a suo figlio neonato. Decisamente solerti nel comune più piccolo di questa tornata elettorale, Morterone (Lecco), che conta 31 elettori: alle 17 avevano espresso il proprio voto 6 donne e 10 uomini, vale a dire più del 50% degli iscritti alle liste.

I CANDIDATI AL VOTO L'attenzione è concentrata soprattutto su Milano, dove oggi il premier Silvio Berlusconi, residente e capolista del Pdl, e Umberto Bossi hanno fatto ai seggi professione di ottimismo. Ma gli occhi sono puntati anche sulle altre città-chiave (Bologna, Napoli, Torino), dove il voto ha valenza di test nazionale, e già i dati sull'affluenza fanno alzare le antenne ai partiti con il Pd che polemizza con il Viminale colpevole di rendere noto le percentuali senza specificare che nel 2009 si votò sabato pomeriggio e domenica. A parte alcuni tentativi di intimidazione ai seggi, denunciati da Pd e Idv a Napoli, il voto si sta svolgendo regolarmente con la sfilata di candidati e big ai seggi. L'attesa durerà fino a domani alle 15 ma già la partecipazione ed il fantasma dell'astensionismo, incubo della politica segnalato dai sondaggi, spingono i partiti a riflettere. Il crollo dei votanti a Bologna, indicato nella prima rilevazione alle 12 sul sito del Viminale, allarma il Pd, che spera di vincere al primo turno lasciandosi alle spalle il caso Del Bono e nonostante la frammentazione delle liste. In realtà, accusano i democratici, è il ministero dell'Interno colpevole di «un errore macroscopico» perchè non ha spiegato che nel 2009, quando le comunali furono accorpate con le europee si votò in giorni diversi. Fiducioso sulla capacità di convincere delusi e indecisi si dice Giuliano Pisapia che a Milano ha incrociato le spade con Letizia Moratti ma anche con il premier Silvio Berlusconi. Oggi il premier ha escluso come «impensabile» una vittoria del centrosinistra mentre il Senatur si è spinto a prevedere un successo «al primo colpo». E ottimismo ostenta anche il leader Pd Pier Luigi Bersani che, girando l'Italia, sostiene di aver trovato «un Pd molto combattivo e in salute» e ribadisce che la sua asticella sono due vittorie al primo turno (Bologna e Torino) ed i ballottaggi a Milano e Napoli. Ma al di là dell'astensionismo, l'altra insidia è rappresentata dall'alto numero di liste e dai grillini. «Non è consentito stare eternamente nell'infanzia, se intendono fare politica devono assumersi le responsabilità», è la stoccata di Bersani che spera di non ripetere il caso Piemonte, dove Mercedes Bresso perse per la fuga di voti verso la lista del comico genovese.

Leggo: http://www.leggo.it/articolo.php?id=121557

 
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