Ciaurro e i ternani che fecero l’Italia Ristampato il testo di Italo, padre dell’ex sindaco.

TERNI - Pescecotto è un vecchio casolare quasi abbandonato di Maratta, lungo il Nera tra Terni e Narni. Custodito, si fa per dire, da una banalissima rete da cantiere.
Sui suoi muri una targa che lo consegna alla storia, pur negandolo di fatto al presente. Quel fabbricato, nell’estate/autunno del 1867 fu utilizzato da Pietro Faustini, la cui famiglia era proprietaria del fondo, per radunare i volontari garibaldini che presero parte al tentativo, poi fallito miseramente a Mentana agli inizi di novembre di quell’anno, di «liberare Roma» dal potere temporale dei Papi.
Pietro Faustini, nome di battaglia Leonida, è stato il capo dei carbonari ternani. Fu amico di Garibaldi, partecipò a 24 anni all’avventura della Repubblica Romana, con il compito non indifferente di dirigere le fortificazioni della città e di «reclutare volontari nella provincia umbra».
Pietro Faustini, come Giovanni Froscianti che fu anche attendente del Generale, il conte Alceo Massarucci, Lorenzo Caraciotti, Augusto Fratini, Alessandro Magalotti e tanti altri furono tra i protagonisti di un Risorgimento che l’Umbria ed in particolare Terni, per la sua posizione strategica di confine almeno dal ’60 fino al dissolvimento dello stato Vaticano, vissero con grande partecipazione. Anche se poi, come accaduto per il casale dei Faustini di Pescecotto, non sempre questa storia è riuscita a restare viva nella memoria dei ternani, che pure hanno sempre mostrato un immenso interesse per la loro storia.
La «Finestra sul Risorgimento», mostra aperta fino al 10 dicembre all’Archivio di Stato, è una dimostrazione di questa «fame di storia» dei ternani che le hanno tributato grande attenzione. Appuntamento inserito nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia. Nel solco di queste celebrazioni è anche la ristampa della monografia «L’Umbria e il Risorgimento» di Italo Ciaurro. Opera già premiata in occasione del centenario e che grazie all’impegno dei famigliari di Italo e la Fondazione Carit, tornerà a nuova luce. La presentazione del testo domani (ore 16,30 nella sede della Fondazione Carit di Corso Tacito).
Si tratta di un testo del 1963. «Un testo particolare - scrivono nella premessa alla ristampa Paola e Luigi Ciaurro, nipoti di Italo e figli dell’ex sindaco Gian Franco - a metà tra l’inchiesta giornalistica e la ricostruzione storica, in cui Italo Ciaurro ha saputo unire lo stile chiaro del giornalista - era il decano dei giornalisti ternani - la passione da autentico liberale (nel ’68 si era candidato per il Senato a Terni in un raggruppamento laico), la fede civica nel Risorgimento e lo scrupolo dello storico locale che è andato a ricercare fonti inedite negli archivi privati e pubblici e persino nelle carte della Gendarmeria Pontificia».
«Un prezioso vademecum di interesse storico - concludono Paolo e Luigi Ciaurro nella premessa - e di facile divulgazione che ogni “buon cittadino umbro” potrebbe leggere per avere piena consapevolezza della propria identità regionale, che molto deve a quel tessuto patriottico, cospirativo ed epico che in Umbria va dal periodo rivoluzionario-napoleonico fino alla Roma italiana».
dal Messaggero del 28/11/2011
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