Brescia, rapinatori uccisi, fermata guardia giurata
BRESCIA - È stata sottoposta a un provvedimento di fermo la guardia giurata che ieri, intorno alle 15, a Quinzano d'Oglio (Brescia), durante una rapina, ha sparato uccidendo due banditi.
Il provvedimento è stato deciso dalla Procura di Brescia. La guardia giurata, fermata nella notte, deve rispondere di duplice omicidio volontario. Delle indagini su tutta la vicenda si stanno occupando da ieri i carabinieri della Compagnia di Verolanuova e del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Brescia.
FAR WEST NEL BRESCIANO Il colpo nel paesello della bassa bresciana, al confine con la provincia di Cremona, è finito nel sangue: due morti, un terzo bandito arrestato. E la posizione, delicatissima, di una guardia giurata che sui tre ha scaricato il caricatore della pistola d'ordinanza, al vaglio della Procura di Brescia. Intorno alle 15, una banda composta da tre rapinatori (ma i carabinieri non escludono possano essere stati quattro), è entrata in azione. Un colpo facile, probabilmente, nelle intenzioni dei malviventi che, secondo i carabinieri avrebbero colpito con modalità analoghe ad altre razzie avvenute in un caso a Borgo san Giacomo (Brescia) e in un altro a Imola. Dario Delle Grottaglie, 29 anni di Ciriè (Torino), Otello Astolfi 61 anni, di Ravenna, e Ivan Alpignano di 27 anni, di Caselle (Torino), sono arrivati a Quinzano d' Oglio a bordo di una Fiat Bravo. Hanno indossato maschere di silicone e messo in tasca i taglierini. Nella filiale della Cassa Rurale ed Artigiana di Borgo san Giacomo sono riusciti a farsi consegnare 10.300 euro, li hanno messi nella borsa di una cliente e sono fuggiti. A pochi metri, davanti alla filale Ubi banca, era fermo il furgone di un portavalori della Fidelitas. Una delle guardie giurate che si trovavano a bordo, non ha perso tempo. Quando ha visto, uno dietro l'altro, i tre, maschere di silicone calate sul volto e taglierino in mano, ha impugnato la pistola e intimato l'alt. In due sono fuggiti verso l' auto, uno l'avrebbe minacciato con il taglierino. Partono i primi colpi dalla pistola della guardia giurata; nessuno va a segno. Uno dei banditi cerca rifugio nel negozio di un calzolaio, gli altri due, in auto, innestano la retromarcia. La guardia giurata vede nell'azione un tentativo di colpirlo, di liberarsi di lui. Inizia nuovamente a sparare, l'arma è puntata verso la vettura. I proiettili vanno a segno: Astolfi e Alpignano rimangono esanimi sui sedili. La guardia giurata, secondo la testimonianza di una donna che abita a pochi metri, è pallidissima, chiede che vengano chiamati i carabinieri. Arrivano quelli della stazione di Quinzano d'Oglio, della compagnia di Verolanuova, del Nucleo Investigativo e della scientifica. Poco dopo proprio i carabinieri rintracciano e arrestano Delle Grottaglie che aveva rubato una bicicletta e si stava allontanando dal paese. Arrivano a Quinzano d'Oglio anche il Procuratore capo di Brescia Nicola Pace, l'aggiunto Fabio Salamone, il sostituto Claudio Pinto, il comandante provinciale dell'Arma, colonnello Marco Turchi, che conferma l'arresto del terzo complice. Sull'asfalto vengono collocati i numeri in plastica, che evidenziano i punti d'interesse investigativo. La nottata prosegue con gli accertamenti e l'interrogatorio della Guardia Giurata.
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