Caselli a Genova, insulti e bombe carta in centro
MILANO - «Caselli boia», «via le truppe dalla Val di Susa», «No Tav liberi» scritte sui muri, insulti e qualche petardo nei vicoli del centro storico di Genova per l'arrivo di Giancarlo Caselli.
Il procuratore capo di Torino, che lunedì è stato costretto ad annullare la presentazione a Milano del suo ultimo libro - «Assalto alla giustizia» - per il timore di disordini, è stato contestato nel capoluogo ligure da un centinaio di anarchici e no Tav.
LE SUE PAROLE - «Se uno si limita a protestare, fa quello che la democrazia gli consente, ma dare del boia a un magistrato o a un poliziotto non è simpatico e non mi pare un granché democratico», è stato il commento del magistrato, accusato di voler criminalizzare il movimento No Tav con i recenti arresti per gli scontri della scorsa estate in Val di Susa. La manifestazione ha costretto le forze dell'ordine a blindare per mezzo pomeriggio la zona di Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, dove il sindaco Marta Vincenzi ha invitato Caselli ha presentare il volume pubblicato dalla casa editrice Melampo. «La vostra presenza mi è particolarmente gradita - ha esordito Caselli rivolgendosi al pubblico presente nel Salone di Rappresentanza - perchè immagino abbiate dovuto superare alcune difficoltà ambientali». Mentre il procuratore capo di Torino parlava del nuovo clima politico che si sta instaurando nel Paese, auspicando che «si consolidi e faciliti il rovesciamento degli equilibri del passato», fuori i manifestanti imbrattavano i vicoli di Genova, la facciata della prefettura e persino le statue della cattedrale di San Lorenzo con insulti e slogan contro il magistrato.











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