Ducati 1199 Panigale S: stracci il gas e lotti con l'avantreno
Quando stai per salire su una moto che ha 195 cavalli e pesa 164 chili a secco qualche timore lo devi mettere in conto. Se poi la moto in questione è la Ducati più attesa del decennio, davanti a te c’è Troy Bayliss a fare da apripista e ti si para
davanti un circuito come quello di Yas Marina ad Abu Dhabi – mai visto prima da un motociclista – le cose si complicano.
Eppure quando abbassi la visiera e cominci a fare amicizia con la sofisticatissima 1199 Panigale S (23.990 euro), entri in un mondo nuovo, ben distante da quello a cui era abituato chi conosce la vecchia 1198 e obiettivamente differente da quello delle altre maxi sportive.
La prima sensazione? Una intensa, piacevolissima sensazione di leggerezza (la Panigale perde 10 chili rispetto al vecchio modello e pesa ben 7 chili in meno della moto con cui Checa correrà il Mondiale Superbike 2012…), avvertibile soprattutto nei cambi di direzione più repentini, che questa Ducati affronta come le 600 sportive.
Forse meglio, visto che a centro curva poi mette in mostra una gran solidità in appoggio anche a velocità alte e soprattutto regala un feeling totale con la ruota anteriore, cosa che permette di osare sempre di più e sempre più in fretta.
Parte del merito va di certo alle coperture che equipaggiano la Panigale, le inedite Pirelli Diablo Supercorsa Sp bimescola (sviluppate insieme alla moto nelle misure 120/70 e 200/55), ma la verità è che la nuova, rivoluzionaria ciclistica funziona proprio bene.
Sulla Panigale il telaio tradizionale in pratica non esiste più – con buona pace degli estimatori dello storico traliccio – ed è sostituito da una piccola struttura in alluminio che contiene il sistema di alimentazione a quattro iniettori e serve in pratica a collegare la forcella al veicolo. Per il resto è il motore a svolgere funzione portante.
Già, il motore. Si chiama Superquadro, resta bicilindrico e desmodromico, ma anche lui è tutto nuovo. E soprattutto ha un carattere ben distinto dai precedenti, perché diventa docile e più lineare ai medi regimi, ma guadagna una forza e una capacità di allungo veramente impressionanti oltre gli 8000 giri e fino agli 11500 indicati.
Significa che quando si “straccia” il gas (perché viene voglia di farlo, garantito) in seconda e terza bisogna prepararsi a lottare con l’avantreno che è sempre ben disposto a decollare, perché qui non c’è l’anti-impennata.
C’è però un pacchetto elettronico sofisticatissimo, formato da controllo di trazione, Abs, freno motore regolabile, sospensioni elettroniche e quick shifter, che rende la Panigale efficacissima e adattabile a ogni situazione e a diverse capacità di guida. Ci sono anche freni Brembo poderosi, molto modulabili e assistiti egregiamente sistema antibloccaggio.
E a dirla tutta ci sono anche un po’ di vibrazioni su sella e manopole e qualche oscillazione del manubrio a velocità che sarebbero eccessive pure sulle Autobahn. Niente di rilevante, davvero. Soprattutto se si ha a che fare con una moto inebriante come la Panigale.
art: http://auto-moto.virgilio.it/moto/prove-moto-su-strada/ducati-1199-panigale-s-stracci-gas-lotti-con-avantreno.html











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