Scontro Alfano-Csm «Violata Costituzione»
I legali del premier Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Filiberto Palumbo, saranno oggi in procura a Trani. I due penalisti incontreranno i magistrati che coordinano l'indagine Rai-Agcom nella quale il capo del governo è indagato per concussione e minacce all'Ufficio dell'Autorità garante nelle comunicazioni per le pressioni esercitate per far chiudere Annozero di Michele Santoro. Non è escluso che i difensori depositino una memoria ai pubblici ministeri.
ALFANO ATTACCA CSM, VIOLA COSTITUZIONE - Diventa sempre più aspro lo scontro tra il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il Consiglio superiore della magistratura sull'ispezione alla procura di Trani, che ha messo sotto inchiesta il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il Comitato di presidenza del Csm ha dato il via libera alla pratica chiesta dalla maggioranza dei consiglieri per verificare se il mandato degli ispettori, da ieri al lavoro, possa interferire nell'inchiesta della procura pugliese. Durissima la reazione del ministro, che già in mattinata aveva ammonito il Csm ("non faccia politica ma risolva i problemi della giustizia") e che parla di un'"ovvia valenza politica" dell'inchiesta di Trani: "l'iniziativa del Csm di è quanto di più grave si sia mai visto da parte di questo organismo ed è un comportamento inaccettabile che viola la costituzione e vulnera il sistema democratico della divisione dei poteri". Una presa di posizione giunta dopo che il vice presidente del Csm, aveva avvertito: "L'indagine giudiziaria non può essere compressa dall'ispezione".
E' il pomeriggio di ieri quando Mancino e i vertici della Cassazione danno il proprio "ok" alla pratica sull'ispezione di Alfano, rinviando invece la decisione sul caso del consigliere Cosimo Ferri, finito nelle intercettazioni agli atti della procura di Trani, per le sue conversazioni con Giancarlo Innocenzi sulla trasmissione "Annozero". E ai giornalisti il vice presidente spiega: "la pratica é stata affidata alla Sesta Commissione perché ribadisca i confini tra l'ispezione e l'indagine giudiziaria, che non può essere compressa dall'ispezione stessa; bisogna rispettare l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati requirenti". La risposta di Alfano arriva in tarda serata ed è molto più che aspra: "anziché aprire una pratica per controllare perché presso un ufficio giudiziario vi sia stata una gravissima violazione del segreto d'indagine, anziché verificare come e perché il Presidente del Consiglio, ministri e parlamentari siano stati intercettati e le telefonate anziché distrutte siano state messe a disposizione dei giornalisti, anziché investigare su come sia possibile che la competenza territoriale di questi fatti sia ancora mantenuta a Trani in palese violazione di legge, anziché verificare come sia possibile che un'accusa sortisca contro il Presidente del Consiglio a pochi giorni dalle elezioni, il CSM, travalicando i propri poteri apre una pratica che, all'evidenza, tende a comprimere l'attività degli ispettori". Un comportamento "a dir poco preoccupante" e che "dimostra la volontà di certa magistratura di voler evitare che si faccia luce sulle patologie di inchieste che hanno una chiara ed ovvia valenza politica". Ma dal Csm continuano ad arrivare critiche all'iniziativa di Alfano:""L'ispezione sembra un atto improprio per i tempi con cui è stata disposta e che fanno pensare a una reazione nei confronti dell'indagine di Trani", sostiene il consigliere Vincenzo Siniscalchi, componente della Sesta Commissione, che ritiene necessario perciò ascoltare gli ispettori del ministro Alfano e il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo....
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