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Home Prima Pagina Politica generale Scajola verso le dimissioni: vertice oggi con il Premier. Accuse da Giornale e Libero

Scajola verso le dimissioni: vertice oggi con il Premier. Accuse da Giornale e Libero

scajolaAnche il "Giornale" oggi chiede spiegazioni al ministro Claudio Scajola con titoli molto simili a quelli...

della maggioranza dei quotidiani italiani: "Scajola chiarisca o si dimetta" scrive il quotidiano della famiglia Berlusconi. "Nessuno può credere che una casa vista Colosseo sia stata pagata appena 600mila euro. E non torna neppure la storia degli assegni circolari. Serve una spiegazione convincente". L'editoriale del direttore Vittorio Feltri si rivolge al ministro: "Se è vero come lei dice che non sa nulla dei soldi sottobanco consegnati alle proprietarie dell'immobile, ha ragione di sentirsi vittima di una macchinazione... Però mi permetta alcune osservazioni, le stesse di molti lettori del Giornale e di molti cronisti di altre testate". Le osservazioni riguardano il valore dell'appartamento, gli assegni circolari per 900mila euro che sarebbero stati consegnati per il pagamento dell'imprenditore Anemone, e il fatto che nella vicenda c'è "qualcosa di poco chiaro, per essere gentili". Infine, chiosa Feltri, il ministro "non aspetti" il giorno della convocazione davanti ai magistrati "a fugare ogni sospetto. Lo faccia subito o finirò male... E se non ha niente da dire oltre a ciò che ha detto, le conviene rassegnarsi. Anzi, rassegnare le dimissioni". Su linea molto simile anche il quotidiano Libero che titola "Ora Scajola ci dica. Anemenone lo scagiona. Ma i dubbi restano e l'offensiva contro di lui non si placa. A questo punto il ministro ha tutto l'interesse a reagire". Mentre il Corriere della Sera titola "Scajola sotto accusa, ora è in bilico" e la Repubblica "Assedio a Scajola: 'Si dimetta'" .

 

OGGI VERTICE CON BERLUSCONI Oggi è annunciato un incontro tra Scajola e Berlusconi. Il ministro potrebbe essere costretto a fare il passo indietro.

SCAJOLA REAGISCE Non voleva parlare di questioni italiane, dato che era all'estero, ma poi ha confermato che si presenterà ai magistrati di Perugia il 14 maggio e poi andrà in Parlamento, ribadendo ancora una volta di non essere indagato. Arrivato a Tunisi nel pomeriggio, il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ha incontrato il collega tunisino Afif Chelbi, un colloquio di pochi minuti per sottolineare l'interesse italiano alla centrale elettrica di Cap Bon. «Andrò dai magistrati il 14 maggio e poi mi presenterò in Parlamento», ha detto il ministro, che non ha voluto commentare in alcun modo la voce di dimissioni imminenti che erano circolate in Italia dal primo pomeriggio. «Non sono indagato - ha ripetuto Scajola a Tunisi - e le cose che ho letto oggi sono le stesse di quattro giorni fa». «Vengono fuori cose curiose, contraddittorie», ha aggiunto anticipando quello che potrebbe essere uno dei punti della sua difesa. «Sui giornali si dice che c'era il direttore delle Deutsche Bank, ma quello era lo stesso direttore con il quale io ho acceso il mutuo» per la casa, ha spiegato riferendosi alle ricostruzioni riportate da alcuni quotidiani. In una nota diffusa a Roma prima del suo arrivo in Tunisia, Scajola ha detto di ritenere «di essere sottoposto di fatto ad un vero e proprio processo mediatico che si basa su dichiarazioni rese da terzi il cui contenuto» gli è «ignoto, e in una vicenda in cui l'unico dato certo» è che non è indagato. «In questa situazione in cui la mia persona è quotidiana 'infangatà - ha aggiunto - ho dato mandato al mio legale di intraprendere tutte le iniziative che si renderanno necessarie a mia tutela». Nel comunicato il ministro lamenta che «sui principali quotidiani, anche oggi, sono pubblicati ampi stralci di affermazioni che sarebbero state rese da persone informate sui fatti». «Con la peculiarità che ogni giorno le dichiarazioni sui quotidiani si arricchiscono di nuovi particolari anche contradditori con quanto già pubblicato», aggiunge, sottolineando che «tutto ciò avviene senza che l'autorità giudiziaria competente sia in grado di arginare questa inarrestabile e illegittima divulgazione di notizie». Il ministro è ripartito con un Falcon da Tunisi alle 18,30 (19,30 ora italiana) due ore dopo essere arrivato. Una partenza decisa all'ultimo minuto, dopo che è stato annullato l'incontro con un gruppo di imprenditori tunisini previsto per domani, e che è stata motivata - secondo quanto riferisce una nota del dicastero - dalla necessità di «essere domani mattina al ministero, al fine di esaminare gli emendamenti al decreto incentivi in scadenza nella giornata di domani».

ANEMONE: "MAI DATO SOLDI A ZAMPOLINI" «Non ho dato denaro a nessuno, tanto meno ad Angelo Zampolini, e non ho contribuito ad acquistare le case di nessuno»: così il costruttore Diego Anemone dopo le notizie che lo hanno riguardato negli ultimi giorni. «Il mio assistito continua a proclamarsi completamente estraneo a ogni addebito» ha detto l'avvocato Gianluca Riitano, uno dei difensori dell'imprenditore al centro dell'inchiesta in corso a Perugia sugli appalti per i Grandi eventi.
«Anemone chiarirà tutto - ha spiegato ancora l'avvocato Riitano - una volta uscito dal carcere». La misura cautelare disposta nei suoi confronti dal gip di Perugia Paolo Micheli è di tre mesi e terminerà domenica prossima. L'ipotesi sulla quale sta lavorando la procura di Perugia è che fosse riferibile a Diego Anemone il denaro depositato in banca dall'architetto Zampolini, che aveva lavorato anche per lo stesso imprenditore, e quindi utilizzato per formare assegni circolari. Titoli poi impiegati - secondo la ricostruzione accusatoria - per l'acquisto di case nella disponibilità del ministro Claudio Scajola, dei figli di Angelo Balducci e del generale della guardia di finanza Francesco Pittorru....

 

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