fitchROMA –  Non viene dato sufficiente risalto alla notizia che la procura della Repubblica di Traniprocede contro i vertici di Standard & poor’s e di Fitch, due delle più importanti agenzie di rating che si occupano di valutare il debito sovrano degli Stati.

Come di ricorderà, tra il maggio del 2011 e il gennaio del 2012, queste agenzie declassarono il nostro debito da A a BBB+ provocando, come valutato dalla Corte dei Conti, un danno di 234 miliardi alle Casse dello Stato ed ai risparmiatori.

 Il costo di 10 manovre finanziarie.

Dagli atti della inchiesta tranese emerge che sulla vicenda sono stati ascoltati l’allora ministro Giulio Tremonti e Mario Draghi, ora presidente della Bce e in precedenza governatore della Banca d’Italia. Sia Tremonti sia Draghi in buona sostanza dubitano del ruolo delle agenzie di rating ai fini della valutazione di affidabilità dei debiti sovrani in primis, ma in generale di qualsivoglia ente economico, pubblico o privato sottoposto alla loro indagine valutativa.

Ed inoltre evidenziano che non esistevano proprio le basi tecniche per il declassamento, dati i fondamentali della nostra economia.

Ma vi è di più. Spiega il Governatore Draghi, squarciando un velo omertoso che da sempre aleggia sui traffici finanziari, le Agenzie operano in pieno conflitto di interesse.

Aggiungendo che “chi proponeva sui mercati i prodotti strutturati soggetti a rating erano quelle stesse società da cui dipendevano quelle stesse agenzie responsabili del rating. E che l’aumento di volatilità nel prezzo dei titoli è un sicuro danno derivante da quelle valutazioni” come ha dichiarato ai PM di Trani

Da qui l’accusa di manipolazione del mercato. Ha coraggio quel Procuratore di Trani nel trascinare alla sbarra i responsabili di un danno enorme per la nostra economia.

Ovviamente non si può sapere cosa sortirà dal processo, senza dubbio non sono pochi i nodi che dovranno essere sciolti, primo tra i quali la competenza di una piccola Procura di provincia ad occuparsi di una vicenda che ha profili addirittura transnazionali.

Tuttavia l’indagine ha l’indubbio merito di porre all’evidenza il ruolo di queste misteriose agenzie di cui si sa poco ma che con un report possono decidere delle sorti di una economia reale, fatta di lavoratori, imprese, risparmiatori e non solo banche e società finanziarie.

E magari scoprire i soliti intrallazzi finanziari in alto loco di gente come sempre abituata a decidere sulla pelle dei soggetti più deboli regolando i loro conti a base di rating più o meno tarocchi.

BlitzQuotidiano

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