Una seduta a Montecitorio.

Si stanno per aprire le danze.La prima seduta comune delle Camere per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica dovrebbe aver luogo il 18 aprile a Montecitorio.

IL RISIKO DEI PARTITI.La partita per il Quirinale, quest’anno, appare decisiva anche in vista della formazione di un nuovo governo e i partiti stanno già da tempo giocando una defaticante partita di posizionamento tattico che durerà fino all’ultimo momento.
Ecco perché è necessario capire come sarà eletto il successore di Giorgio Napolitano, secondo quali riti e con quali rapporti di forza.

L’elettorato attivo: parlamentari, senatori a vita, rappresentanti delle regioni

 

L’articolo 83 della Costituzione spiega che il parlamento elegge in seduta comune, appunto, il capo dello Stato è per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
Alle votazioni partecipano come grandi elettori, oltre a tutti i parlamentari eletti, anche i senatori a vita (in questo caso quattro) e 58 rappresentanti delle Regioni (tre per ogni Regione tranne la Val d’Aosta che ne invia soltanto uno). Di prassi sono il governatore in carica e il presidente del Consiglio regionale, più un esponente dell’opposizione.

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