consolata_torino-300x199ROMA – “Dammi i soldi, o metto su internet i filmini che ho girato mentre stavi con me”. Così Ramona, rumena di 32 anni, ha sedotto e ricattato un prete di 80 anni scucendogli la bellezza 350 mila euro. Accade a Torino, nella chiesa della Consolata. I due si conoscono in confessionale, quattro anni fa, lei 28enne, lui quasi ottantenne iniziano una relazione. Ma dopo i rapporti sessuali consumati di nascosto, in auto, o in casa di Ramona, cominciano le estorsioni di denaro. Centinaia di migliaia di euro. Il prete perdutamente invaghito, in due anni, su sua richiesta, le ha dato tutto quello che aveva: oltre 350mila euro. Tutto quello che percepiva mensilmente per il suo sacerdozio, più una cospicua eredità ricevuta anni prima da un parente e custodita in banca per anni.

A Ramona i soldi non bastavano mai, per sé, o per i suoi parenti, da spedire in Romania. Ma secondo l’accusa, tutto quel denaro è stato estorto, ovvero chieste sotto minaccia. Ramona teneva sotto scacco il prete e fingeva di possedere materiale compromettente. Foto e filmini hard mai esistiti veramente. E allora il prete metteva ogni volta mano al portafogli, staccava assegni, faceva bonifici.

Per paura che la verità venisse a galla, per oltre due anni il sacerdote le ha spedito il denaro, anche quando lei era tornata in Romania, dal 2011. La donna, sentita ieri in procura dal pm Padalino, in realtà ha ammesso di averlo minacciato solo durante il loro ultimo incontro: ad agosto 2013, aveva infatti chiesto al parroco 50mila euro. Ed è stato proprio allora che il prete  ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. Esasperato, e senza più un soldo bucato ha confidato tutto, la relazione, i soldi, le minacce e tutto ma non se l’è sentita di fare mettere a verbalizzare le sue dichiarazioni. Interrogato, poco tempo dopo, ha però risposto a tutte le domande dando così il via all’inchiesta.

BlitzQuotidiano

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