etruscoPERUGIA I carabinieri del comando per la Tutela del patrimonio culturale (Tpc) hanno recuperato nei giorni scorsi 23 urne funerarie etrusche e oltre tremila reperti archeologici di grande valore storico. Oltre che di un recupero, come ci tiene a sottolineare la direzione regionale per i Beni culturali (per conto del ministero per i Beni e le attività culturali), si tratta di un vero e proprio ritrovamento, in quanto queste opere erano sconosciute, cioè non erano mai state pubblicate né viste in precedenza. E, inoltre, tutte le urne apparterrebbero ad un’unica grande tomba (ipogeo) riconducibile alla famiglia Cacni. L’ultimo ritrovamento del genere risale a una trentina di anni fa.

Tutto è partito da un sequestro a Roma Le indagini sono partite in seguito al sequestro di una piccola testa di travertino bianco trovata a Roma in una stuttura di un uomo già conosciuto alle forze dell’ordine per commercio illecito di beni culturali. I militari hanno potuto accertare che il frammento trovato costituiva una porzione di una scultura riprodotta in una foto, rinvenuta insieme alla testa di travertino. Probabilmente l’immagine sarebbe servita come “provino” per la vendita. Un docente dell’Università di Roma Tor Vergata ha individuato, quale possibile origine del reperto, una necropoli etrusca verosimilmente appartenente al territorio perugino.

Scavi clandestini: urne nel Perugino Gli ulteriori accertamenti, con il supporto e la collaborazione della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Umbria, hanno consentito di localizzare altre urne cinerarie nella provincia di Perugia e in strutture private. Tutti reperti frutto, probabilmente, di attività di scavo clandestino.

Indagati alcuni imprenditori edili Le indagini, condotte dal sostituto procuratore di Perugia Paolo Abbritti, si sono allargate a macchia d’olio, anche attraverso attività tecniche d’intercettazione a carico di alcuni imprenditori edili. Sugli indagati, infatti, erano emersi elementi che facevano supporre un loro coinvolgimento nei lavori di scavo nelle aree d’interesse. Nel frattempo i capolavori rinvenuti illecitamente erano stati immessi sul mercato clandestino. La prosecuzione delle indagini ha permesso di incentrare l’attenzione investigativa su una società edile di Perugia. E’ emerso, infatti, che uno degli indagati era intenzionato a piazzare i beni rinvenuti sul mercato antiquario clandestino.

Rinvenute 23 urne etrusche Da qui sono scattate le perquisizioni che hanno portato al recupero di oltre migliaia di reperti archeologici e di ceramica medievale, e di 23 urne etrusche (di età ellenistica, III-II secolo a.C). Le urne, tutte integre, sono in travertino bianco umbro, in parte decorate ad altorilievi con scene di battaglie, tauromachie, fregi, alcune con particolare doratura e altre con la raffigurazione del mito di Ifigenia. Grazie alla collaborazione degli indagati (in tutto sono state denunciate cinque persone per ricerche illecite, impossessamento e ricettazione di beni culturali) è stato individuato il sito di provenienza del corredo funerario. Di particolare rilievo il fatto che le urne ritrovate appartengono tutte ad un unico contesto funerario, verosimilmente una tomba a ipogeo riconducibile a un unico gruppo familiare, i Cacni. L’ultimo ipogeo conosciuto, quello dei Cutu, venne scoperto fortuitamente nel 1982.

Corriere dell’ Umbria

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